Incidenti dopo Spal-Reggiana
Una mazzata per gli ultras

di Linda Pigozzi

Sono stati condannati a pene fra i due anni e mezzo e i tre anni di reclusione i sette ultras granata finiti nei guai per gli scontri avvenuti il 4 dicembre 2005 prima della sfida calcistica Spal-Reggiana, disputata allo stadio Mazza di Ferrara

Sono stati condannati a pene fra i due anni e mezzo e i tre anni di reclusione i sette ultras granata finiti nei guai per gli scontri avvenuti il 4 dicembre 2005 prima della sfida calcistica Spal-Reggiana, disputata allo stadio Mazza di Ferrara.

Accusati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, i tifosi granata dovranno corrispondere anche duemila euro di risarcimento a testa, a ciascun poliziotto ferito nello scontro. A costituirsi parte civile nel processo, celebrato in tribunale a Ferrara, è stata una decina di agenti. «Una sentenza durissima» ha commentato l'avvocato Marco Ferretti che difendeva quattro imputati.

Per tutti, il pm Nicola Proto aveva chiesto una condanna a un anno e due mesi di reclusione. Ben più pesante, invece, la mano del giudice Caruso: il 24enne reggiano Sebastiano Insolia, il 42enne Ettore Ferri di Reggio, il 41enne di Albinea Frederic Felixe Canovi, il formiginese Renato Piccaglia di 46 anni e il 35enne di Fabbrico Andrea Rossetti sono stati condannati a due anni e sei mesi di reclusione.

Tre anni, invece, la pena comminata a Marco Bartoli - 29enne reggiano - e ad Alessandro Altimari, 38enne di Busana (entrambi difesi dall'avvocato Claudio Bassi, così come Andrea Rossetti). Le pene però risultano coperte da indulto e, nel momento in cui le sentenze diventeranno definitive, per i tifosi della Reggiana non si aprirebbero comunque le porte del carcere.

«Una sentenza che non merita alcun commento _ ha sottolineato l'avvocato Bassi _ e che siamo pronti ad appellare. Sono spropositate pene che arrivano a superare di più del doppio quanto richiesto dal pm».
Deciso a presentare appello anche l'avvocato Ferretti.

«Attendo di conoscere le motivazioni della sentenza per presentare appello _ ha commentato _. Giudico questa sentenza profondamente ingiusta». Per i suoi assistiti, il legale aveva chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto. Ben diversa era invece stata la ricostruzione dei fatti da parte delle forze dell'ordine. Gli ultras nel tragitto dal parcheggio allo stadio, si sarebbero «armati» di tutto punto. Una volta davanti ai cancelli della curva est, avevano scorto da lontano i tifosi della Spal e si sarebbero dati da fare per rompere il cordone di sicurezza ed entrare così in contatto con gli ultras avversari. Per riuscirvi avrebbero usato ombrelli, aste e lanciato pietre, bottiglie e sassi. Gli scontri, stando al rapporto steso dalle forze dell'ordine, sarebbero proseguiti anche in fase d'ingresso allo stadio. In quei momenti, gli ultras avrebbero colpito altri agenti: nessuno rimediò però gravi ferite.