Per anni niente stadio
per 47 tifosi della Reggiana

Stadi vietati per periodi da uno a tre anni per 47 tifosi granata. I provvedimenti di divieto sono stati emessi ieri dal questore di Terni al termine della prima fase d'indagini sui fatti accaduti prima della sfida calcistica Ternana-Reggiana del 13 dicembre scorso.
I 47 ultras (18 dei quali residenti in città, gli altri in vari comuni della provincia) sono anche stati denunciati per concorso in violenza e minaccia a pubblico ufficiale e violazione delle disposizioni in materia di ordine pubblico.
Secondo gli investigatori, diversi tifosi granata avrebbero evitato il «passaggio» obbligato ai tornelli, entrando allo stadio passando per un'uscita di sicurezza dello stadio Liberati. Per passare due supporter granata avrebbero anche aggredito uno steward a guardia della porta antipanico della curva San Martino. Identificati grazie alle immagini riprese dai poliziotti sul posto e ai filmati registrati dall'impianto di videosorveglianza in funzione nello stadio, i due tifosi sono stati raggiunti dal provvedimento di presentarsi alla polizia durante le partite della Reggiana.
Una ricostruzione, quella effettuata dalle forze dell'ordine, fortemente contestata dai tifosi. Ben diversa, infatti, la loro versione dei fatti.
Secondo gli ultras che quel giorno seguirono in trasferta la squadra di Loris Dominissini, l'unico momento di tensione che si verificò prima della gara fu perché il personale preposto al controllo dello stadio negò loro di far entrare nello stadio uno striscione dedicato a un anziano tifoso morto d'infarto al Giglio la settimana precedente la sfida di Terni.
«Né prima, né durante, né dopo la partita si sono verificati scontri _ chiarisce l'avvocato Claudio Bassi che assiste i tifosi raggiunti da Daspo _. La ricostruzione fatta è assolutamente contestabile perché non veritiera. A proposito, una quindicina di giorni fa ho presentato una dettagliata memoria al questore di Terni».
Non ha intenzione di fermarsi, il legale. L'avvocato Bassi si dichiara «deciso ad andare fino in fondo alla vicenda» affinché, ai suoi assistiti «vengano riconosciuti i diritti loro spettanti»,.
«Seguendo l'iter previsto dalla legge _ spiega _ presenterò opposizione al prefetto. Siamo intenzionati a ricorrere al Tar per la sospensiva del provvedimento».
In ogni caso, fanno sapere dalla questura di Trani, le indagini su quanto accaduto il 13 dicembre al Liberati non sono ancora concluse. Nuovi Daspo potrebbero colpire nei prossimi giorni altri tifosi reggiani.