Il giudice: Capelli non diffamò Colosimo

di Tiziano Soresina

Nel suo blog il giovane consigliere del Pd Andrea Capelli aveva bollato la nomina di Colosimo alle Fcr come "Prostituzione politica". Il presidente delle Farmacie l'aveva querelato, ma per il gip era solo una polemica politica

Quando Franco Colosimo venne nominato presidente delle Farmacie comunali riunite, il giovane consigliere comunale del Pd Andrea Capelli non aveva resistito e sul suo blog non aveva usato giri di parole: "Prostituzione politica", aveva chiosato, beccandosi una querela per diffamazione. Ora Capelli canta vittoria: il gip lo ha prosciolto dall'accusa.

Una querelle giudiziaria, tutta interna al centrosinistra, fra un giovane emergente ed un politico di lungo corso che si è sentito screditato dalle riflessioni del 25enne sul suo blog. Il «pomo della discordia»? Quanto gira attorno ad un colorito concetto espresso da Capelli: prostituzione politica.

«Abbiamo assistito diverse volte _ scrisse il consigliere comunale _ all'uscita dalla scena politica di personaggi illustri della storia reggiana recente che puntualmente venivano paracadutati alla presidenza o nel cda di qualche azienda partecipata. Possibile che la politica non possa essere veramente un servizio temporaneo? Possibile che ad ogni elezione anche il più piccolo portatore di voti, anche se non eletto, bussi alla porta di chi è sttao eletto per incassare un tanto vanttao credito e far pesare i (millantati) suoi voti?».

Poi il riferimento a Colosimo, nominato alla presidenza delle Farmacie Riunite e che alle elezioni comunali aveva messo in campo la lista civica «Cittadini con Delrio» (sfiorato il 2%) a sostegno del sindaco uscente (poi rieletto). «Penso che gli elettori _ l'affondo finale di Capelli _ si siano stancati di vedere i propri eletti esercitare il mestiere più vecchio del mondo: la prostituzione politica».

Parole pungenti riprese da facebook, siti giornalistici e quotidiani reggiani: un clamore che ha ferito Colosimo, sostenuto dall'avvocato Marco Fornaciari (pure compagno di lista civica) prima nel presentare la querela per diffamazione a mezzo stampa e poi nell'opposizione all'archiviazione presentata in tribunale a Bologna _ ritenuto competente sulla qustione _ dal pm Gabriella Tavano al gip Marinella De Simone. «Definire una persona, retto funzionario dell'Inps da 40 anni e presidente delle Farmacie Riunite _ rimarcava l'avvocato Fornaciari _ un prostituto della politica è certamente dileggio grave».

Ma il gip De Simone è stato di diverso avviso e ha archiviato la vicenda. Hanno fatto breccia nel convincimento dei magistrati le valutazioni difensive dell'avvocato Ernesto D'Andrea (pure lui compagno di partito dell'assistito). «Leggendo lo scritto emerge chiaramente _ ha detto ieri il legale nella conferenza-stampa _ che non vi è nessun attacco alle qualità professionali o personali di Colosimo. Il concetto »prostituzione politica« è utilizzato esclusivamente per criticare un metodo politico che assume la forma di mal costume generale».