CORREGGIO

Don Gallo, provocatore per umanità

Il fondatore della comunità genovese San Benedetto al Porto ospite giovedì della festa del Pd di Mandrio con il suo recital “Il Vangelo secondo De Andrè”

CORREGGIO. Nella sua bibliografia ci sono due libri che inquadrano in pieno il personaggio. Il primo s'intitola "In direzione ostinata e contraria" l'altro e recentissimo "E io continuo a camminare con gli Ultimi". Se poi si aggiunge che di se stesso dice: "Sono un prete da marciapiede" e che, tra i tanti episodi di disubbidienza civile che lo vedono protagonista, c'è nel 2006 uno spinello fumato nel municipio di Genova per protestare contro la legge sulle droghe e l'adesione al movimento No Dal Molin contro la nuova basa Usa di Vicenza, si capisce come mai don Andrea Gallo, classe 1928, crei qualche problema ai bempensanti e perchè non sia mai invitato in uno dei tanti talk-show di prima serata. Ora questo vulcanico ragazzo di 83 anni sarà giovedì sera ospite di FestaMandrio, la festa del Pd (ore 21.30 area verde) per un incontro dal titolo "Il Vangelo secondo De Andrè", omaggio alla poesia, al linguaggio, al pensiero del grande cantautore genovese, amato come un fratello. Don Gallo (non dimentichiamo che da ragazzo è stato anche partigiano) ha fondato anni fa e continua ad esserne l'animatore, la comunità San Benedetto al Porto di Genova, che si occupa di emarginazione sociale. Luogo vitale e concreto punto di riferimento per il riscatto sociale e umano di tante persone. Gli Ultimi. Un incontro con Don Gallo non lascia mai indifferenti, questo uomo di Chiesa ha la grande capacità di trasmettere concetti e valori fondanti con la semplicità e la leggerezza di chi non ha bisogno di gonfiare il petto per far vedere (e meglio far credere) di essere importante.