«Un altro linguaggio per parlare con i nostri giovani»

E’ l’obiettivo ambizioso della nuova pastorale illustrata ieri da don Goccini e dal vescovo Caprioli

Mai più senza…» un serio cammino post cresima, confronti sovra-parrocchiali tra educatori e linguaggio adatto ai giovani. A dettare il nuovo look della Pastorale giovanile della Diocesi di Reggio e Guastalla è il suo timoniere Don Giordano Goccini che ieri pomeriggio, insieme al vescovo Adriano Caprioli, ha riunito in seminario sacerdoti, diaconi, religiose, catechisti ed educatori per lanciare il nuovo progetto dedicato agli under 20 da far partire nel 2011-2012. Un progetto scritto in 80 pagine per iniziare a lavorare seguendo una linea comune a tutta la provincia, un progetto elaborato insieme a Pierpaolo Triani dell’Università Cattolica di Piacenza e che nelle prossime settimane sarà oggetto di una serie di incontri di approfondimento nelle parrocchie. «Quelle che proponiamo sono modifiche strutturali basate essenzialmente su tre punti - ha detto Don Goccini - per prima cosa vogliamo promuovere il lavoro in equipe, creando gruppi sovra-parrocchiali di educatori perché non si sentano più soli nei loro gruppi e possano crescere confrontandosi con altre realtà. In secondo luogo vogliamo proporre ai ragazzi in crescita un cammino più strutturato, che non finisce con la Cresima e con nuove mete non più sacramentali ovviamente: studieremo una nuova tappa per celebrare verso i 19-20 anni la scelta di una vita cristiana matura, un appuntamento sull’esempio di una professione di fede ma più vicina ai nostri giovani. Il problema più grande infatti, e qui arrivo al terzo punto, è che per arrivare dritti ai giovani è necessario cambiare il nostro linguaggio. Basta con il mero nozionismo e basta anche con l’esperienzialismo, che mira a far collezionare più esperienze possibili senza abbinare ad esse un adeguato cammino di crescita: oggi serve tornare al linguaggio narrativo-simbolico usato da Gesù nel Vangelo, serve, ad esempio, che nel momento del dolore ci si possa identificare nell’immagine di Gesù nel Getsemani». Il pomeriggio in seminario che ha dato il via all’anno dei tanti operatori pastorali «chiamati per educare» che si sono poi confrontati in lavori di gruppo, è partito proprio da una provocazione di Don Goccini dal titolo «Né pro, né contro. Altrove», tesa a sottolineare che «al giorno d’oggi i giovani non sono né pro né contro la proposta cristiana, semplicemente sono altrove, cioè non la considerano credibile per realizzare su essa il proprio progetto di vita felice». Una situazione d’emergenza che deve interrogare gli adulti sul proprio linguaggio, sulle proposte, su quella «Grammatica dell’esistenza» che troppo spesso li allontana dai giovani.

Francesca Manini

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