«Difese calpestate scioperiamo a tutela dei nostri assistiti»

di Tiziano Soresina

Bucchi (Camere Penali): «Massiccia adesione a Reggio» Nel mirino intercettazioni illegali e carceri sovraffollate

REGGIO. Al momento Reggio è ancora un’isola felice, ma gli aderenti alle Camere Penali – sui 60-70 avvocati che nella nostra provincia si sono specificatamente “votati” al diritto penale – intravvedono anche nelle indagini e nei processi che si svolgono nel nostro tribunale “segnali” preoccupanti relativamente ai diritti della difesa.

E non è quindi un caso che i cinque giorni di sciopero proclamati a livello nazionale dalle Camere Penali abbiano ottenuto questa settimana – a Reggio – una massiccia adesione dei penalisti (il 90% dei processi penali sono saltati), con tanto di volantini distribuiti in udienza per spiegare i motivi di questa astensione. «Stiamo cercando di sollecitare risposte adeguate – ha spiegato ieri alla stampa l’avvocato Noris Bucchi, presidente reggiano delle Camere Penali – perché i diritti della difesa sono sempre più spesso calpestati. Un’astensione alle udienze anche e soprattutto nell’interesse dei nostri assistiti e vogliamo sensibilizzare i cittadini, affinché comprendano che ci stiamo battendo per tutelare i loro diritti. A Reggio l’adesione è stata quasi completa e in alcuni casi i detenuti coinvolti nei processi hanno dato l’assenso al proprio legale per l’astensione, dimostrando sensibilità alle nostre argomentazioni sulle violazioni ai diritti di difesa». Il presidente Bucchi, con a fianco il consigliere Giuseppe Migale Ranieri, ha sottolineato come avanzino forti attacchi alla funzione dei penalisti : vengono intercettati i colloqui tra avvocati e loro clienti (che invece dovrebero rimanere segreti), i pm ritardano l’iscrizione nel registro degli indagati per poter “spremere” le persone finché sono testimoni. Non ultimo il problema delle carceri sovraffollate, che coinvolge non poco la struttura di Reggio: «Il 40% dei detenuti sono in cella per carcerazione preventiva: un uso distorto di una norma che dovrebbe essere invece l’extrema ratio».