Gli imprenditori “persi” nella burocrazia

di Silvia Parmeggiani

Correggio, in tanti hanno partecipato all’incontro promosso da Confapi sul decreto dopo-terremoto

CORREGGIO

Tra le preoccupazioni degli imprenditori oggi c'è anche quella di perdersi in un mare legislativo: pagamenti dei tributi e detrazioni fiscali si sommano alle difficoltà di gestire un personale sempre più impaurito che dice “no” all'ingresso in fabbrica. Non è solo paura, c'è tutta una materia da definire e da discutere per sapere cosa e come fare per essere sicuri mentre si lavora. «I nostri imprenditori sono stati segnalati per la voglia di ricominciare e per la loro grande dignità e la nostra associazione - ha spiegato ieri Cristina Carbognani, presidente Confapi Reggio Emilia, durante l’incontro organizzato a San Martino di Correggio - è qui per supportarli». E all'incontro di ieri sono stati in molti a partecipare per togliersi qualche dubbio sul decreto 78 entrato in vigore l'8 giugno scorso. «Questo decreto - spiega Salvatore Vera, strutturista civile e industriale - detta passaggi per una più rapida ripresa delle attività produttive a livello imprenditoriale». Si parla di capannoni nei discorsi di Vera e dell'ing. Mauro Ferrari, intervenuto al dibattito. «Per ottenere l'agibilità provvisoria - spiegano - per prima cosa occorre rivolgersi ad un tecnico qualificato che valuti l'assenza di elementi a rischio di cedimento strutturale. Poi, fatti questi accertamenti si possono progettare interventi strutturali per la messa in sicurezza dell'edificio». Tra le preoccupazioni dell'imprenditore c’è anche quella di dare certezza ai dipendenti e di scovare agevolazioni tributarie e fiscali utili per ripartire. Per quanto riguarda il personale, notizie certe si avranno il 14 giugno, dopo che il tavolo tecnico provinciale si riunirà. A grandi linee, però, si dovrebbe ricorrere agli stessi strumenti utilizzati per le zone colpite dal terremoto: ammortizzatori sociali come cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. «Per ora noi consigliamo ai nostri imprenditori di essere comprensivi con i propri dipendenti» spiega Paolo Burani, dell'ufficio sindacale Confapi. Che tradotto significa tramutare l'assenza dal lavoro in permessi o recuperi. A questo si aggiungono le perplessità su come ottenere sgravi fiscali: l'Imu e la Tarsu alla fine si pagano se il capannone è agibile? Valgono le stesse agevolazioni dei privati? E le banche? «Alcune prevedono fondi addirittura per i dipendenti ma i casi sono da valutare uno a uno» spiega Adeodato Ceci, dell'ufficio fiscale Confapi. Appunto. La valutazione caso per caso aggiunge caos e mette alle strette gli imprenditori che non sanno più come muoversi contro una rete legislativa troppo complessa.