Manager 29enne muore in un incidente

di Elisa Pederzoli

Pietro Rocca si era trasferito da un paio d’anni per seguire gli affari di famiglia nel gruppo dei formaggi Gran Moravia

REGGIO

Aveva 29 anni Pietro Rocca. E un futuro brillante davanti a sé. Un futuro che, nonostante la giovane età, aveva iniziato a costruire con determinazione, a centinaia di chilometri di distanza da casa, ma che un maledetto incidente stradale ha stroncato troppo presto. Da circa due anni, infatti, si era trasferito a Litovel in Repubblica Ceca, seguendo gli affari della famiglia e impegnandosi in prima persona nell’attività imprenditoriale: è qui che giovedì notte è morto. Le notizie sullo schianto sono ancora frammentarie, imprecise. La telefonata ricevuta dalla Repubblica Ceca dal padre Giovanni, noto imprenditore della città e socio di Gran Moravia (della società Brazzale Spa che ha sede legale a Zané in provincia di Vicenza e produce formaggi), e dalla madre Dorina annunciava solo la morte di Pietro, a causa di un gravissimo incidente. E in seguito a quella notizia terribile i due genitori, con l’altro figlio Domenico che fa l’architetto e vive a Milano, si sono subito messi in viaggio.

Pietro Rocca aveva studiato al liceo Moro e da ragazzino aveva giocato, come il fratello, nella Falk. In seguito, si era laureato in Agraria, a Milano. Poi, aveva iniziato a misurare la sua professionalità, non tirandosi indietro di fronte a una sfida importante, offertagli dalla famiglia: quella di seguire lo start up a Litovel di uno stabilimento della Gran Moravia. Per un periodo, aveva fatto avanti e indietro dalla Repubblica Ceca. Fino a che non si era stabilmente trasferito a vivere là. Un bel traguardo per un giovane di appena 29 anni e una bella soddisfazione per la famiglia, quella di poter contare su di lui. Ieri, avrebbe dovuto tornare in Italia per trascorrere le feste con i suoi cari. E per la sera era in programma una cena a Milano con gli amici di sempre: ragazzi che come lui avevano lasciato Reggio per misurarsi lontano da casa con la vita, nel lavoro. Tra loro anche Andrea Landi, figlio di Stefano Landi il presidente degli Industriali. «Era un carissimo amico, a lui mi legano ricordi bellissimi, ci conoscevamo da quando eravamo ragazzini» ricorda. E’ lo stesso pensiero degli altri ragazzi di quel gruppo che, nonostante la distanza geografica, non si erano mai persi e continuavano a sentirsi, a sostenersi, a tifare l’uno per l’altro. E che ieri, invece, avevano il cuore gonfio di dolore per una notizia che li ha travolti d’improvviso. Tutti loro, come i parenti del giovane, attendono di sapere cosa è accaduto e il ritorno a casa della salma. Per l’ultimo doloroso saluto a un ragazzo dal sorriso pulito, sempre allegro, disponibile con tutti.