Raid punitivo degli ultrà, due feriti

di Elisa Pederzoli

Un gruppo di tifosi della Reggiana fa irruzione nel bar degli avversari e scoppia la rissa con lancio di bottiglie

Trasferta violenta per alcuni tifosi della Reggiana a Como, dove ieri pomeriggio si è giocata la quinta giornata di ritorno del campionato di Prima Divisione. Dal capoluogo lombardo, infatti, arriva la notizia di due tifosi locali finiti all’ospedale dopo l’aggressione da parte di un nutrito gruppo di ultras granata.

Tutto è successo intorno alle 13. Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe trattato di una sorta di spedizione punitiva. Forse, a causa di precedenti dissidi tra le parti. Di fatto, i granata – una quindicina in tutto – sono partiti da Reggio verso le 11.

Molto prima del fischio di inizio, fissato per le 14.30.

La rissa è avvenuta all’altezza di viale Masia, dietro la curva del Como allo stadio Sinigalia, dove si trova il bar frequentato dai tifosi comaschi.

Da una prima ricostruzione, sarebbero stati una decina i sostenitori granata che sono entrati nel bar e che si sono fronteggiati con un gruppo di tifosi avversari. Quello che è a certo, è che sono volati pugni e spintoni, e sarebbe spuntata anche una bottiglia di vetro rotta usata per colpire. I passanti si sono trovati davanti a scene da guerriglia urbana, che ha fatto lanciare l’allarme al 113.

Nella rissa sono due i tifosi del Como che sono rimasti ferito in maniera seria: sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove gli sono state suturate ferite alla testa piuttosto importanti. Per uno si sono resi necessari almeno una ventina di punti di sutura, per l’altro circa la metà. Sul posto sono subito accorse diverse Volanti della polizia della questura di Como e gli altri agenti - Digos compresa – chiamati a garantire l'ordine pubblico. I tifosi reggiani, però, sono riusciti ad allontanarsi in tempo utile. I poliziotti stanno tentando di ricostruire esattamente quanto avvenuto e, soprattutto, stanno cercando di identificare i responsabili della rissa. Quello che sembra appurato è che si tratta di tifosi senza biglietto: dunque, che si erano recati a Como con l’obiettivo di “disturbare”.

Ora, le indagini della Digos proseguiranno per riuscire a identificare gli aggressori. Un compito che potrebbe non essere poi così difficile. In zona ci sono molte telecamere di video sorveglianza. Il rischio, come minimo, è quello di vedersi affibbiare una Daspo: il divieto che va da uno a cinque anni di accedere a manifestazioni sportive.

L’attenzione, ieri sera al ritorno della squadra e della tifoseria organizzata in città, era particolarmente alta. Per il timore di ritorsioni. Il dispiego delle forze di polizia era un po’ più grande del solito.

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