Allarme bullismo sui bus: autista assalito dai ragazzi

La “baby-gang” ha minacciato e preso a spintoni il conducente in via Allegri Un collega di Seta: «Ormai siamo arrivati a una situazione da Far West»

«Se continuiamo così, si va verso il Far West: chi colpisce più forte, la vince».

Questo il commento di un dipendente della Società Emiliana Trasporti Autofiloviari (Seta) di Reggio Emilia all’episodio di bullismo, avvenuto ai danni di un conducete di autobus da parte di un gruppo di ragazzini. Sabato pomeriggio, infatti, poco dopo le 16, un autista è stato preso di mira dalla “gang” con insulti, minacce e spintoni. La colpa dell’uomo, un 45enne che lavora da tempo nel settore, sarebbe stata quella di non essersi fermato dove il gruppetto avrebbe voluto scendere. «Non si può scendere dove non è indicata la fermata autobus», avrebbe risposto il conducente. Da lì, la reazione dei minori, che hanno atteso il cambio turno dell’uomo – avvenuto in viale Allegri – per aggredirlo verbalmente e non solo. L’exploit di violenze, è avvenuto fuori dall’autobus, sotto gli occhi della gente. Da lì, perciò, la chiamata dell’autista ai Carabinieri e il conseguente intervento di una pattuglia degli uomini dell’Arma, che ha raccolto le testimonianze di entrambe le parti (o, almeno, quelle di chi, tra i ragazzini, nel frattempo, non era fuggito).

«Episodi del genere – prosegue il dipendente della società, intervenuto sull’argomento ieri, ma che vuole rimanere nell’anonimato – sono all’ordine del giorno. Quello successo sabato, quindi, è solo uno dei tanti. Ma il problema più grosso, e con cui abbiamo lottato lo scorso anno, è la brutta abitudine che i ragazzi delle scuole hanno di aprire con le mani le porte dei mezzi in corsa».

Una consuetudine rischiosa per tutti i passeggeri, poiché, come afferma il dipendente di Seta, «c’è un meccanismo per cui, se le porte vengono aperte mentre l’autobus è in corsa, i freni automaticamente si bloccano». (lu.c.)