Poiatica, Davoli porta i test in procura

Carpineti: l’autore delle prime rilevazioni sulla radioattività della discarica convocato dal magistrato

CARPINETI. Continua a gravitare attorno alla procura di Reggio Emilia la discussione sulla discarica di Poiatica. Questo sabato Alessandro Davoli, l’autore delle rilevazioni radiometriche secondo le quali all’interno della discarica vi sarebbero tracce di radioattività superiore al limite consentito, sarà in procura per consegnare il resoconto ufficiale delle ultime analisi effettuate da Arpa durante la visita del 15 luglio scorso. Ma Davoli non consegnerà il documento da solo. Sarà infatti accompagnato da Achille Cester, l’esperto al quale, in passato, si era rivolto per effettuare i suoi test.

«L’invito – specifica Alessandro Davoli – mi è arrivato direttamente dall’ispettore Enrico Nardelli, assistente del procuratore capo Giorgio Grandinetti. L’ispettore ci ha chiamati per un colloquio che servirà per le indagini in corso». Lo stesso Grandinetti, al termine di una riunione con la guardia forestale avvenuta martedì, non solo ha deciso di ordinare nuove analisi, ma ha detto di voler affidare la perizia sulla possibile tossicità dei rifiuti all’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Questa scelta è stata presa nonostante il 15 luglio siano appena state compiute delle rilevazioni da parte di Arpa Piacenza – che ha competenza sulla radioattività a livello regionale – su richiesta dal nuovo sindaco carpinetano Tiziano Borghi. Le analisi di Arpa non hanno mostrato tracce di radioattività pericolosa, ma solo la soglia naturale presente nel luogo. Di parere diverso Davoli e Cester, che sostengono come – prima di tutto – i valori ritenuti innocui da Arpa siano per loro un segnale di pericolosità. Davoli, poi, non ha risparmiato critiche nemmeno sulla procedura adottata da Arpa durante il controllo.

«La loro procedura non prevede riscontri oggettivi, né foto del quadrante con geolocalizzazione o successiva pubblicazione del file nella memoria dello strumento – afferma – Inoltre i punti della discarica dove avevo registrato in precedenza i valori più elevati di radioattività sono stati modificati. Tutto il profilo del perimetro esterno è stato ampiamente modificato: qui hanno scavato una profonda trincea, là hanno portato decine e decine di metri cubi di terra, ricoprendo tombini e fossati, più avanti ancora hanno tolto la terra e scavato una fossa profonda tre metri. I valori della radioattività, quindi, nei punti ricoperti con la terra sono scesi. C’è da stupirsene?». (adr.ar.)