Abi: «Pronti ad incontrare gli imprenditori»

Scandiano, l’Associazione Bancaria è disposta a discutere le proposte fatte da “Interessicomuni”

SCANDIANO. «Daremo sicuramente un riscontro positivo alla richiesta di incontro degli imprenditori reggiani». Risponde rapidamente l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, alla lettera inviata al presidente nazionale Antonio Patuelli da un gruppo di imprenditori in difficoltà economiche e aziendali, raccolti attorno all'impegno dell'associazione “Interessicomuni” di Scandiano, presieduta da Angelo Santoro. L’obiettivo, chiedere la collaborazione dell’ABI per ottenere un anno di sospensione dai propri debiti, per poter riavviare le loro attività in maniera efficace e poi pagare quanto dovuto.

Un’iniziativa raccontata dalla Gazzetta e recepita da ABI. A replicare, almeno per ora, sono Luca Lorenzi, presidente della Commissione regionale ABI Emilia Romagna, e Gianfranco Torriero, vicedirettore generale ABI, che spiegano di aver letto la lettera. La prima risposta è sulla domanda di incontro: «Daremo sicuramente un riscontro positivo alla richiesta (appena riceveremo la lettera) sia come Abi nazionale sia come commissione regionale Abi dell’Emilia Romagna» – annunciano. Da qui Lorenzi e Torriero aprono una riflessione più sulla situazione generale: «Proprio in questi oltre 6 anni di crisi dell’economia italiana le banche e le imprese e le rispettive rappresentanze hanno lavorato e debbono lavorare insieme per poter superare le attuali difficoltà», dicono parlando delle attività di sostegno messe in campo dal sistema creditizio.

«Ne sono una testimonianza fattiva le oltre 400mila imprese che a livello nazionale hanno usufruito delle diverse ‘moratorie’ messe in campo: fra cui le imprese dell’Emilia Romagna sono state oltre 42mila». E proprio nell’ambito di queste richieste, spiegano, «sarà possibile trovare soluzioni costruttive anche a queste nuove richieste».

Insomma, si apre la porta quantomeno ad un confronto per ascoltare le esigenze di una cinquantina di artigiani ed imprenditori reggiani che in questi ultimi anni hanno perso lavoro, risorse, case e beni personali, con pesanti conseguenze anche a livello di serenità. (ad.ar.)