documentari

I ragazzi di Botteghe riscoprono il genio Marastoni

di Enrico Lorenzo Tidona

Il telaista reggiano protagonista del video di “Botteghe”. Tributo pubblico delle vecchie glorie. Il sindaco Vecchi gli consegna del Primo Tricolore

REGGIO EMILIA  Ha 93 anni, le mani nodose e una parlantina scandita da mille ricordi e sottolineature in dialetto reggiano. Un monumento in carne ed ossa per quanti hanno avuto il piacere, dal dopoguerra in poi, di salire sulle sue biciclette, ora pezzi pregiati tenuti come cimeli nelle collezioni private degli appassionati di ciclismo di tutto il mondo. Lui è Licinio Marastoni, tornato alla ribalta in questi giorni grazie a un racconto per immagini che lo ritrae mentre sta in piedi, nella sua storica bottega di via Righi a Reggio, dove sfoglia davanti alle telecamere l’album fotografico che intreccia ricordi personali e successi sportivi.

Con Botteghe Reggio Emilia riscopre il telaista Licinio Marastoni

Una sequenza che riporta in luce un luogo per molti dimenticato e il suo protagonista, un reggiano doc, che accarezza quei telai color ramarro - diventato poi il classico “verde Marastoni” - che lo hanno reso immortale agli occhi dei fans.

La storia di Marastoni è stata celebrata al Camer, storica mostra scambio alle Fiere di Reggio, con un tributo all’artigiano delle due ruote, che ha ricevuto anche il Primo Tricolore dalle mani del sindaco Luca Vecchi. Dietro al riconoscimento c’è la riscoperta operata da Antonio Vecchi e Gianluigi Rivasi di Adsimple, studio creativo che ha prodotto e girato il video su Marastoni insieme a Caterina Tonon all’interno del progetto Botteghe, serie di documentari giunti alla seconda puntata, grazie ai quali sta venendo a galla una Reggio inedita e preziosa che può giocare un ruolo cardine nel rilancio della città storica, motivazione posta in premessa dai tre ragazzi.

Nel documentario Marastoni mostra il suo piccolo mondo di artigiano che ha un’eco infinita. «Durante le riprese - raccontano i videomakers - è giunto un gruppo di giapponesi del fun club Licinio Marastoni di Tokyo». Un pellegrinaggio consolidato anche da tutta Europa, dove il telaista ha venduto le sue opere realizzate con innovazioni all’avanguardia, come la microfusione. «Ma io non ho mai registrato brevetti, a me interessava solo costruire biciclette» racconta Marastoni nell’emozionante video a lui dedicato, dove riporta i passaggi cruciali della sua avventura professionale: dalla prima bottega aperta con i soldi della madre che aveva impegnato la macchina da cucire, fino ai fasti con le bici forgiate per grandi campioni come Coppi e Moser.

All’evento al Camer erano presenti il grande manager Bruno Reverberi, Reclus Gozzi, anima con il fratello Raul del marchio Rauler, Giorgio Cimurri che porterà un ricordo del padre Giannetto, Pietro Partesotti storico gregario di Gimondi, Paolo Tedeschi, Danilo Barozzi che batté addirittura il grande Fausto Coppi, Lauro Grazioli gregario del “cannibale” Merckx, il grande Vittorio Adorni che insieme a Luciano Armani e Emilio Casalini porteranno il loro ricordo di Marastoni ai tempi della mitica squadra corse Salamini, insieme a un'esposizione delle biciclette Marastoni. Sarà presente anche Stefano Landi in nome del padre Renzo, grande amico del telaista.