Busta sospetta, non c’è traccia di antrace

L’Arpa di Bologna sgombra i dubbi. Il pm Pigozzi apre comunque un’inchiesta, la Digos indaga

REGGIO EMILIA. Almeno una prima “svolta” confortante è arrivata – ieri nel tardo pomeriggio – sulla busta con la sospetta polverina bianca recapitata giovedì mattina nella sede (in via Mazzini) dell’Ufficio scolastico provinciale.

“Gli accertamenti effettuati dal laboratorio Arpa di Bologna – fanno sapere, con una nota, il Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl e l’Arpa di Reggio – sulla polvere contenuta nella busta prelevata al Provveditorato agli studi e conferita dai vigili del fuoco, hanno dato esito negativo per la ricerca di antrace. Il personale del Provveditorato agli studi è stato quindi avvisato di sospendere la profilassi antibiotica prescritta dall’infettivologo”.

Ciò non toglie che il sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha aperto un fascicolo e sul caso indaga la Digos. Non vi sono ancora ipotesi di reato (minacce? procurato allarme?) e molto dipenderà dagli accertamenti in corso dei poliziotti, visto che vi sono alcuni punti-fermi in questa vicenda. Innanzitutto quell’indirizzo preciso, cioè l’avvocato Italo Cavani (ancora non sentito dagli inquirenti) che è il responsabile legale della direzione scolastica provinciale e attualmente reggente dell’Ufficio.

Inoltre la busta è arrivata giovedì quando era da poco passato mezzogiorno, proprio nel giorno in cui – nel pomeriggio – erano previsti colloqui e selezioni che sono stati immediatamente rinviati a data da destinarsi. E ancora, questo gesto è figlio del profondo malcontento che serpeggia nel mondo della scuola?

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