La verità su Matilde: la Chiesa reggiana indaga la sua storia

di Luciano Salsi

A 900 anni dalla morte, la Diocesi organizza una giornata di studi per depurare dal mito la figura della Contessa

REGGIO EMILIA. Gli storici del Risorgimento hanno visto nella Gran Contessa la combattente per la libertà d'Italia. I tedeschi la onorano come l'unica persona capace di tenere testa al loro imperatore. La Chiesa, riconoscendo in lei la sua paladina, le ha dato sepoltura in San Pietro. E ora, a novecento anni dalla morte, la diocesi di Reggio e Guastalla si unisce alle celebrazioni con un convegno di studi che in Matilde di Canossa farà emergere anche la levatrice della rinascita della cultura filosofica e giuridica dopo il lungo sonno dell'alto Medioevo, oltre a rendere omaggio alla donna osannata dalle moderne femministe.

L'appuntamento è per sabato prossimo a Marola e Carpineti, luoghi simbolo dell'epopea matildica. Il convegno è organizzato insieme a quel comune con il titolo "Mathilda Dei Gratia", che ricalca la firma con cui la viceregina d'Italia rimetteva al Creatore la sua gloria: "Matilde, per grazia di Dio se è qualcosa". Al mattino, dalle 9,15, si svolgerà a Marola nell'aula pastorale del seminario vescovile, che coincide con l'abbazia benedettina fondata e fatta costruire dalla contessa fra il 1092 e il 1105. Al pomeriggio proseguirà nella chiesa di Sant'Andrea compresa nel castello di Carpineti, baluardo del sistema difensivo matildico, dove nel 1092 si svolse il celebre convegno in cui l'abate Giovanni di Canossa convinse Matilde a riprendere le armi contro Enrico quarto.

Il vescovo Massimo Camisasca, che ha voluto fortemente questa iniziativa, porgerà il suo saluto, a cui seguirà l'introduzione a cura degli organizzatori, monsignor Giovanni Costi e Agostino Menozzi. La prima relazione, "Matilde e il potere delle donne", sarà tenuta da Tiziana Lazzari, che sottolineerà il ruolo eccezionale della contessa, la prima donna che assunse direttamente una carica feudale. Antonio Petrucci disserterà poi sugli "Spunti filosofici del tempo di Matilde", ricordando il pensiero di Anselmo d'Aosta, precursore della scolastica. Spetterà invece a Glauco Maria Cantarella delineare "Matilde fra mito e mitologie", cercando di restituirle la dimensione autenticamente storica. Nel pomeriggio interverranno gli architetti Francesco Lenzini e Maria Cristina Costa, il primo per narrare la storia del castello di Carpineti e le sue trasformazioni, la seconda per illustrarne il recente recupero. Alle 16 se ne effettuerà una visita guidata. I partecipanti potranno pranzare al Centro di spiritualità di Marola. «Matilde - sottolinea Agostino Menozzi - ebbe un'enorme incidenza nel determinare alcuni dei tratti più caratteristici del territorio reggiano. Nel 1918 le giovani di Azione Cattolica le dedicarono la loro associazione. Nella prima metà del Novecento molte chiese della nostra diocesi furono costruite o rifatte in stile romanico-matildico. Durante la Resistenza fu intitolato a Matilde uno dei primi tre reparti delle Fiamme verdi cattoliche».