“Acqua, il grande furto”: i grillini scendono in piazza a Reggio Emilia

di Jacopo Della Porta

L’iniziativa porterà domenica prossima in città esponenti nazionali del M5S. Vaccari: «Bisogna decidere entro settembre». Tutino: «Nessun ultimatum»

REGGIO EMILIA. Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco sul tema dell’acqua pubblica e lo fa con una manifestazione alla quale prenderanno parte anche esponenti nazionali. Domenica prossima dalle 18 in piazza Prampolini, di fronte al municipio, si terrà l’iniziativa “Acqua e beni comuni: il grande furto”, al quale parteciperanno Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, la deputata Federica Daga, i consiglieri regionali Giulia Gibertoni e Gianluca Sassi e altri esponenti locali e nazionali.

«Sarà un modo per dire no alla svendita dei beni comuni che sta avvenendo a livello nazionale - dice Norberto Vaccari, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Reggio -. Acqua, energia, sanità, scuola pubblica sono a rischio privatizzazione». In particolare i 5 Stelle riaccendono l’attenzione sul tema acqua pubblica.

«Il Pd ha fatto una capriola a 180 gradi - prosegue Vaccari - e ha ribaltato quanto promesso in campagna elettorale. Non vuole più la ripubblicizzazione dell’acqua, ma vuole lasciarla in mano a Iren, che ha bisogna di gestire questo settore dato che è quello più redditizio nel suo bilancio».

Le opposizioni, al pari dei comitati, non concordano con le perplessità sollevate dai sindaci reggiani, che temono il costo dell’operazione di ripubblicizzazione, in particolare per quanto riguarda gli effetti che l’indebitamento potrebbe avere sul patto di stabilità.

Per la consigliera Alessandra Guatteri, «la gestione pubblica è assolutamente conveniente, come dimostrato dagli studi di fattibilità, mentre non è conveniente far gestire un bene pubblico a una società privata, quotata in borsa, che ha come scopo quello di distribuire dividendi».

Il Movimento vuole spingere sull’acceleratore perché, come spiega Vaccari, «il 30 settembre è la scadenza entro la quale bisogna affidare il servizio idrico e dunque scegliere se andare a gara o costituire una società pubblica». Per l’assessore Mirko Tutino, a sua volta sostenitore del processo di ripubblicizzazione dell’acqua, c’è in realtà ancora tempo per discutere.

«La legge non pone alcun ultimatum - dice Tutino - ma dice solo che se entro fine mese non si avvia il procedimento d’affidamento la gara può essere indetta dal presidente della Regione. La soluzione che abbiamo individuato è questa: faremo una delibera nella quale riconosciamo il percorso di valutazione iniziato con gli studi d’analisi e indicheremo la necessità di proseguire su questa strada. Questa delibera sarà di fatto l’avvio del procedimento d’affidamento e rispetteremo dunque la scadenza, senza tra l’altro esprimerci ancora su quale tipo di modalità d’affidamento sarà scelto».

In proposito il dibattito tra i sindaci reggiani è ancora aperto. «Ci sono Comuni come Albinea e Novellara che hanno espresso la volontà di proseguire con la pubblicizzazione e altri come Guastalla e Cadelbosco che si sono detti favorevoli ma hanno dubbi sulla fattibilità. Stiamo ragionando e arriveremo a una proposta comune».