In provincia 400 docenti di ruolo in più

di Luciano Salsi

Gli insegnanti sono in totale 5.984 per quasi 65mila studenti, il 16% di questi ha origini straniere

REGGIO EMILIA. In molte regioni la prima campanella era già suonata ieri. L'Emilia-Romagna, invece, ha fissato ad oggi la data della riapertura delle scuole. Nella nostra provincia l'avvio dell'anno scolastico 2015-2016 riguarda 64.948 alunni delle scuole statali, senza contare i circa 13mila iscritti alle scuole non statali, in massima parte bambini dai 3 ai 5 anni. Vi sono, inoltre, 5984 insegnanti, 1645 bidelli, tecnici e impiegati di segreteria e 56 dirigenti. E' una massa imponente, che da oggi ricomincerà a riempire le aule, ad intasare i mezzi pubblici e a determinare ingorghi nelle ore di punta davanti agli edifici scolastici assediati dai molti genitori che accompagnano i figli in automobile. Nella maggior parte dei casi i docenti saranno in servizio da subito, nonostante l'affanno con cui, nelle ultime settimane, sono state effettuate le nomine in ruolo previste dai vecchi ordinamenti e dal dispositivo renziano della "buona scuola", che ha stabilizzato migliaia di precari. Restano, però, da assegnare decine di supplenze, soprattutto per il sostegno ai disabili, anche per la mancanza di un centinaio di insegnanti di altre regioni, nominati in ruolo nella nostra provincia ma autorizzati a rimanere per quest'anno vicino a casa. Antimo Ponticiello, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale subentrato all'inizio di maggio a Silvia Menabue, è ottimista: "Sono molto sereno. L'anno scolastico parte con regolarità, con un un numero d'alunni superiore dello 0,8% rispetto all'anno scorso. La scuola reggiana m'ha fatto un'ottima impressione. E' una realtà fortemente inclusiva, che opera in un clima di coesione e di fattiva collaborazione con gli enti locali. Invito tutti a partire con entusiasmo e a curare la crescita professionale, con il coraggio di investire se stessi, cogliere le opportunità e porre rimedio alle criticità del sistema educativo". In materia di inclusività, in effetti, la scuola statale reggiana è ai primissimi posti in Italia. Conta ben il 16% di alunni stranieri, con punte del 70-80% in qualche scuola dell'infanzia statale e del 40-50% in alcune scuole dell'obbligo della bassa. I disabili sono in tutto 2.338, il cinque per cento in più rispetto al 2014-2015. Se ne contano 66 (più 20%) a livello dell'infanzia, 825 (meno 3,3%) alle elementari, 701 (più 15,3%) alle medie e 746 (più 4,9%) alle superiori. Il maggior numero di alunni (25.497) è iscritto alle primarie. Le medie ne hanno 15.375, le superiori 21.721, di cui i liceali rappresentano il 37,4%, quelli dei tecnici il 32% e gli iscritti ai professionali il 30,7%. Il totale è suddiviso fra 65 istituti scolastici, a cui si aggiungono due Cpia (centri provinciali per l'istruzione degli adulti) frequentati da immigrati. Gli istituti comprendono in tutto 296 scuole (65 dell'infanzia, 129 primarie, 57 medie inferiori e 45 superiori). Ci sono, poi, 160 scuole private paritarie, di cui 140 riservate all'infanzia. Il numero dei docenti di ruolo è aumentato di circa 400 unità, grazie alle ultime assuzioni. Con la fase zero ne erano stati reclutati 175 su posti comuni e 63 sul sostegno ai disabili, con la fase A 63, tutti su cattedre ordinarie. La fase B, che s'è chiusa ieri, riguardava 28 posti comuni e 107 di sostegno, che dovevano essere attribuiti a docenti di altre regioni, prevalentemente meridionali. Quasi tutti hanno accettato la nomina, ma rimandando all'anno prossimo l'entrata in servizio nel territorio reggiano. In novembre si prevede l'avvio della fase C, finalizzata a potenziare gli organici per svolgere le attività didattiche aggiuntive e le supplenze brevi.