Sicurezza in bici, bambini “patentati”

Ieri mattina lezioni teoriche e pratiche in piazza Martiri. Venerdì sera un convegno sul tema: incidenti mortali in calo

REGGIO EMILIA. Tanti bambini hanno sperimentato ieri mattina, in piazza Martiri 7 luglio, cosa voglia dire muoversi in sicurezza sulla bicicletta. E dopo avere ascoltato attentamente una lezione sulla sicurezza stradale, sono passati dalla teoria alla pratica grazie ad un circuito allestito davanti al Valli per poi sventolare felici la “patente” che è stata loro consegnata.

Un atto educativo, quello di ieri, che nasce da una precisa esigenza: anche se le vittime degli incidenti stradali sono soprattutto le persone anziane, spesso i più giovani pagano gravemente le conseguenze di incidenti causati da distrazioni (uso del telefonino) stanchezza, scarso funzionamento dei freni, mancanza di sistemi di segnalazione. Temi trattati venerdì sera in una tavola rotonda promossa dell’Aci reggiana per tutelare – come ha sottolineato il presidente Marco Franzoni – “le fasce più deboli: pedoni e ciclisti”. Con lui Domenico, Viola agente di Sara Assicurazioni, che ha ricordato le conseguenze dei traumi stradali. Il dibattito, nella sala convegni dell’Astoria, è servito a conoscere statistiche e motivazioni degli incidenti in Italia e nella nostra provincia. Presenti l’assessore alla mobilità Mirko Tutino, il comandante della Polstrada reggiana Fabio Polichetti, Lucia Vecere e Luigi Di Matteo dell’Aci nazionale, Ivano Prandi per la Federazione ciclistica. Prezioso il contributo del pluricampione di ciclismo Gilberto Simoni che ha raccontato simpatici aneddoti ed esperienze personali sulle strade di tutto il mondo.

A Reggio Emilia è stato riconosciuto il merito della più alta diffusione di percorsi riservati alle biciclette (quasi 200 chilometri) e Tutino ha ricordato l’impegno del sindaco Vecchi a dotare le strade di nuovi rilevatori di infrazioni per chi passa con il rosso. E’ solo un problema di costi: il nuovo impianto di piazza Tricolore costa da solo 150 mila euro. Di Matteo e la Vecere hanno fornito dati nazionali e locali registrando, con soddisfazione, una dimezzamento degli incidenti stradali mortali quasi sempre causati dal mancato rispetto del codice stradale. A Reggio gli incidenti mortali sono stati 52 nel 2013, 54 nel 2014, 18 nei primi 8 mesi di quest’anno.

Nel Reggiano, la maggior parte degli incidenti è concentrata nel Comune capoluogo; per quanto riguarda quelli in bicicletta, a Correggio, Guastalla e Scandiano. Per quanto riguarda le moto, codice rosso a Reggio, Castelnovo Monti, Castelnuovo Sotto, Guastalla e San Polo. Infine i pedoni deceduti per traumi sulla strada: 13 le vittime nel 2011, 12 nel 2012 e 5 nel 2013. Il conto più salato è pagato dagli anziani e per l’87% da uomini di età prevalente fra i 64 e gli 86 anni.

«Numeri che potrebbero drasticamente abbassarsi se ci fosse una miglior congiunzione fra le varie piste - ha concluso Prandi - se le strade fossero meglio curate, se chi va in bicicletta avesse sempre la dotazione di fanali e catarifrangenti, non andasse contromano e sapesse come comportarsi nelle rotonde». (l.v.)