Il senatore diede del "coglionazzo" a Lusetti: assolto

Durante la conferenza stampa  del 2010 per l'espulsione dalla Lega Nord dell'ex vicesindaco di Guastalla: applicato l'articolo 68 della Costituzione (valido solo per i parlamentari)

REGGIO EMILIA. Dare del “coglionazzo” durante una conferenza stampa non è diffamazione, se a pronunciare l'epiteto è un parlamentare nell'esercizio delle proprie funzioni.
Lo ha riconosciuto, richiamando l'esimente dell'articolo 68 della Costituzione, una sentenza del giudice di pace di Bologna che ha assolto l'ex senatore della Lega Nord Giovanni Torri, accusato di aver offeso durante una conferenza a Reggio Emilia il 9 luglio 2010 il decoro e l'onore dell'ex segretario provinciale del Carroccio, Marco Lusetti. L'occasione era una conferenza stampa convocata insieme ad Angelo Alessandri, all'epoca deputato della Lega Nord, per spiegare i motivi dell'espulsione dal partito dello stesso Lusetti. L'espressione usata da Giovanni Torri nei confronti di Marco Lusetti fu ripresa anche da alcuni organi di informazione.
Il Pm ha chiesto la condanna di Torri, ma il giudice di pace ha accolto la tesi difensiva degli avvocati difensori dello stesso Torri, Agostino D'Antuoni e Francesca Pellò del foro di Milano, secondo cui durante la conferenza stampa Torri stava esercitando la sua funzione di senatore.
«Oggi infatti è stata riconosciuta l'applicabilità dell'articolo 68 della Costituzione - ha commentato l'avvocato Agostino D'Antuoni - per i parlamentari che, nell'esercizio delle loro funzioni, non devono rispondere di ogni opinione espressa, anche quella più vicina al linguaggio della gente». L’epiteto di “coglionazzo” viene quindi messo nel cassetto e l’ex senatore leghista assolto.