caso pilota: pena ridefinita

Evita cella e multa grazie alla riforma sulle droghe leggere

REGGIO EMILIA. Simone Parmigiani – finito nei guai per cessioni di droghe leggere – aveva patteggiato e la sentenza era divenuta definitiva 5 anni fa. Ma sulla sua vicenda giudiziaria il difensore...

REGGIO EMILIA. Simone Parmigiani – finito nei guai per cessioni di droghe leggere – aveva patteggiato e la sentenza era divenuta definitiva 5 anni fa.

Ma sulla sua vicenda giudiziaria il difensore Noris Bucchi ha ottenuto una svolta non indifferente, agendo in punta di diritto: il novellarese 28enne non andrà più in cella, ha ottenuto un grosso “sconto” sia di pena (da 2 anni e 10 mesi a 1 anno e 8 mesi di reclusione) sia a livello di multa (da 14mila euro, con tanto di cartella esattoriale già arrivata..., a 3mila euro) e soprattutto gli è stata applicata la sospensione condizionale della pena. Tecnicamente la difesa è intervenuta con un “incidente di esecuzione” e il nuovo accordo con il pm Maria Rita Pantani, poi ritenuto congruo dal giudice Angela Baraldi, ha portato alla prima sentenza in tribunale a Reggio su questo specifico versante processuale. L’avvocato Bucchi ha sfruttato due sentenze sopravvenute al patteggiamento già irrevocabile al 3 dicembre 2010: quanto deciso l’anno scorso dalla Corte Costituzionale che ha reintrodotto la distinzione fra droghe leggere e pesanti (per le prime si passa dal vecchio minimo di 6 anni di carcere agli attuali 2 anni), inoltre la Cassazione (su un caso su cui s’è pronunciata quest’anno) ha affermato che in tema di droghe leggere un patteggiamento divenuto definitivo prima di quanto deciso nel 2014 dalla Corte Costituzionale “può essere rideterminato in sede di esecuzione in quanto pena illegale”. E la pena sospesa? «E’ stata applicata – spiega Bucchi – poiché in ragione della documentazione prodotta ha dato atto del cambiamento di Parmigiani nel corso di tutti questi anni».