Negato il Mapei per la partita del Parma

La richiesta era per la partita contro il San Marino. La protesta dei tifosi granata già montava ma il Sassuolo ha detto no: impianto non disponibile

REGGIO EMILIA «No al Parma a Reggio Emilia». Con questo grido i tifosi della Reggiana si sono mobilitati, annunciando che domenica pomeriggio 15 novembre si sarebbero recati allo stadio per impedire un “sacrilegio”. La mobilitazione sui social network è partita quando il San Marino, che milita in serie D, ha chiesto alla Lega nazionale dilettanti di poter giocare la sfida contro i gialloblù nello stadio reggiano perché lo stesso giorno nell’impianto di casa si svolgerà una partita tra gli under 21 e l'Estonia. Poco importa che non fossero stati i cugini d’oltre Enza a chiedere la disponibilità dell'ex Giglio.

La sola ipotesi ha subito dato la stura al malcontento di alcuni, che affiora periodicamente, nei confronti dell’attuale proprietà del Mapei. «Ancora una volta i signori Squinzi e Carnevali hanno dimostrato quanto poco rispetto nutrano nei confrontati di noi reggiani e della nostra città», è stato scritto sulla pagina Facebook dei tifosi Ac Reggiana 1919. Un posto che ha innescato un profluvio di commenti. Non è mancato chi abbia fatto notare che il Parma in questa questione c’entrasse incidentalmente, dato che “la provocazione”, o almeno quella che è stata vissuta come tale, è arrivata dalla piccola città-Stato.

Con il passare delle ore si è iniziato a temere possibili situazioni di tensione sotto il profilo dell’ordine pubblico, per il rischio di contratto tra gli ultras delle due sponde dell’Enza. Più di un utente si è detto certo che la questura non avrebbe autorizzato questa partita. Una convinzione che si è però rivelata infondata, alla luce di quello che ha dichiarato alla Gazzetta il questore Isabella Fusiello. «Posto che a noi non è arrivata alcuna comunicazione, la decisione di giocare questa partita spetta ai proprietari dello stadio. Nel caso noi prenderemmo atta e ci attrezzeremo per farla giocare. Non credo nemmeno sia il caso di ipotizzare scenari apocalittici.

L’anno scorso a Reggio sono arrivati 3mila tifosi del Parma per la gara contro il Sassuolo. Non c’è stato nessun problema da parte dei tifosi del Parma e degli ultras della Reggiana e tutto è andato bene. Poi sono venuti nuovamente a Brescello, per la gara con il Lentigione, ed anche in questo caso erano in 3mila, hanno invaso il paese ed è filato tutto liscio. Lo stesso dicasi per la gara contro la Correggese, dove i parmigiani erano in alcune centinaia».

A tagliare la testa al toro ieri ci ha comunque pensato Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo e di Master Group Sport. «Martedì non ho parlato con nessuno e dunque non capisco tutte le prese di posizione che sono scaturite dopo la diffusione di questa notizia. Oggi (ieri per chi legge, ndr) mi ha chiamato il presidente del San Marino e ho spiegato che non possiamo dare lo stadio perché domenica 15 novembre approfitteremo della pausa per sistemare il terreno di gioco. Abbiamo una serie di lavori in calendario fino alla fine della stagione e dato che il campo è utilizzato da due squadre abbiamo intenzione di rispettare il programma che ci siamo dati». Una scelta che non ha nulla a che fare con l’opportunità di ospitare o meno il Parma. «Assolutamente, non guardiamo a queste cose - taglia corto Carnevali -. Mi dispiace solo che sia nato un caso senza che nessuno ci abbia interpellato. Bastava rivolgersi subito a noi e sarebbe stato chiarito tutto».