Don Vianney, il parroco di Rolo nominato dal consiglio comunale

di Serena Arbizzi

Sì unanime al sacerdote in base allo Jus Patronati: «Siamo al passo coi tempi». Unica voce contraria Credindio Carletti: «Preferivo un prete delle nostre zone»

ROLO. Il congolese Jean Marie Vianney è “ufficialmente” il nuovo parroco di Rolo e succede a don Callisto Cazzuoli, in carica da 23 anni. La nomina è avvenuta all’unanimità durante la seduta del consiglio comunale di giovedì sera, alla presenza di numerosi cittadini che non hanno voluto mancare ad un appuntamento più unico che raro.

Sono pochissimi, infatti, i Comuni italiani in cui vige lo ius patronati, ovvero un diritto che il Comune ha acquisito nei secoli e consente di eleggere direttamente il nuovo parroco. L’evolversi nel corso del tempo dello ius patronati a Rolo è stato illustrato dettagliatamente dall’assessore alla cultura, Daniela Camurri.

Questo diritto venne lasciato alla comunità rolese dall’ultimo feudatario, Gaetano Sessi, nel 1776 e consiste nel diritto di nomina dell’Arciprete della Pieve. Il diritto, infatti, era di pertinenza della famiglia Sessi fin dal 1446. L’assessore Camurri, si è soffermata, in particolare sulla grande sinergia sempre esistita tra il Comune e il mondo ecclesiastico locale: la stessa Torre del paese è stata costruita su un’area della parrocchia e un grande stemma all’interno della chiesa ricorda lo ius patronati.

«Per la prima volta arriverà un parroco che viene da lontano – ha spiegato Camurri – Don Vianney arriva dal cuore profondo dell’Africa e per noi è un fatto storico: ci porterà ricchezza in più, e una visione più moderna».

«Papa Francesco ci ha invitato a essere al passo con i tempi. Credo che Rolo abbia grande capacità di accogliere: il nuovo parroco sarà anche di auspicio e di stimolo per la creazione di un’unione più profonda tra mondo politico e civile»: questo il coro che si è levato unanime dai consiglieri prima dell’alzata di mano e dell’applauso che hanno decretato formalmente Jean Marie Vianney nuovo parroco di Rolo. Non tutti i parrocchiani però sono d’accordo con questa nomina. Tra i “dissidenti”, si è innalzata forte e chiara la voce di un rolese che si è detto contrario a don Vianney.

Questo “dissidente” si chiama, e non è una battuta umoristica, Credindio Carletti: porta infatti il nome di battesimo del nonno, morto nel 1941, un anno prima della sua nascita.

«Premetto che sono contrario a don Vianney, ma non per il colore della sua pelle: io non sono razzista – motiva Credindio – Semplicemente, vorrei un parroco delle nostre zone, di Fabbrico, Reggiolo, Novi, ad esempio. Perché conoscerebbe più da vicino al nostra realtà, la nostra cultura, non per questione di pelle. Io non sono mai andato troppo d’accordo nemmeno con don Callisto. Anche con don Callisto in questi 23 anni, si sono perse delle usanze che prima si osservavano: la fiera d’agosto cadeva la prima domenica del mese di agosto. Ultimamente si vede che c’erano pochi fedeli e si è pensato di spostarla a giugno perché don Callisto diceva che la gente era tutta al mare in agosto. Poi, prima di don Callisto, quando c’era una nascita sulla torre campanaria veniva trasmesso un disco che si sentiva per tutto il Comune di Rolo. Quando nasceva una bimba cantava una donna, in occasione della nascita di un maschio, cantava un uomo. Era una bella musica, a me piaceva».

Il nuovo parroco verrà proclamato durante una cerimonia presieduta dal vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, alla quale la parrocchia di Rolo appartiene. Si prevede che questa cerimonia non si terrà prima della fine di novembre. Don Vianney era l’unico nome in lizza per la parrocchia di Rolo, a causa della crisi di vocazioni: attualmente è presso la parrocchia di San Marino, nel carpigiano.