“Peder Nadel”, solidale ma soprattutto reggiano doc

di Martina Riccò

L'idea di ex studenti dell’Ariosto-Spallanzani: porterà i doni alle persone bisognose segnalate su Fb. “Tabarro batte Coca Cola”

REGGIO EMILIA. Non ha la barba bianca e nemmeno la giubba rossa, ma riempirà i sacchi di doni e, grazie ai suoi fedeli folletti, li distribuirà alle persone che se li meritano davvero, ovvero quelle bisognose, di qualsiasi religione siano. È Peder Nadel, il Babbo Natale tutto reggiano - o meglio “arzan” - nato dalla generosa fantasia di un gruppo di studenti ed ex studenti del liceo classico e scientifico Ariosto-Spallanzani.

«L'idea - spiegano - è nata sostanzialmente dieci anni fa, quando i più vecchi di noi frequentavano il liceo, ma nel corso degli anni quella che era una simpatica trovata per festeggiare al meglio la Vigilia di Natale si è evoluta e ha preso forma, grazie anche al contributo totalmente anonimo e volontario di altri reggiani colmi di spirito natalizio».

Perché non accontentarsi del tradizionale Babbo Natale?

«Nel mondo esistono Santa Claus, Saint Nicholas, Babbo Natale, Christkindel, Perst Nichol, Sinterklaas, Father Christmas e altri ancora. Sono tutte figure natalizie benefiche che distribuiscono doni e felicità nel periodo, teoricamente, più festoso dell'anno. Ma dato che Reggio Emilia, con la sua lingua madre dialettale, le sue tradizioni, i suoi cibi, la sua cultura e la sua gente, ha una storia millenaria, abbiamo pensato di creare una figura dispensatrice di doni totalmente reggiana, che magari indossi il tabarro anziché la casacca bianca e rossa della Coca Cola, e porti regali alle persone più bisognose della nostra area “arzana”».

Quindi, la Vigilia di Natale, Peder Nadel si muoverà in bicicletta avvolto in un pesante tabarro?

«Può essere. Il nostro secondo obiettivo è proprio quello di dare vita a questa nuova figura del Natale reggiano con l'aiuto dei cittadini di Reggio e provincia. Sulla pagina Facebook “Peder Nadel” ognuno può suggerire l'abbigliamento del Babbo Natale “arzan”. Non solo: chiediamo a tutti di postare foto delle cene della Vigilia e dei pranzi di Natale, passati o di quest'anno, e di condividere le tradizioni, le decorazioni e le ricette tipicamente reggiane».

A Peder Nadel si possono scrivere le letterine?

«Sì, ma con una differenza rispetto a quelle indirizzate al classico Babbo Natale. Chiediamo ai reggiani di segnalare le persone e le famiglie in difficoltà, in modo da poter far arrivare nelle loro case un regalino di Natale. Gli scorsi anni Peder Nadel ha portato il pranzo ai senza tetto e ai bisognosi alla Caritas, e ha consegnato calze piene di dolciumi e regali ai bambini del Cenacolo Francescano, ma quest'anno vorrebbe arrivare a più persone».

In cosa consistono i doni?

«C'è la Super Calza, con ripieno di dolce, salato, arachidi e liquorini, chiaramente solo per i più grandi; la Calza normale; il Dono gastronomico, a scelta tra panettone, pandoro, cotechino, zampone, lenticchie, tortelli, stinco, pesce, biscione, tortellini. Peder Nadel può poi consegnare generi alimentari di prima necessità o regali veri e propri, in caso di segnalazioni di vero bisogno».

La consegna la notte della Vigilia, come da tradizione?

«Aiutato dai suoi folletti, Peder Nadel distribuirà i doni alla mattina e al pomeriggio, e nel caso anche la notte. Sulla carta da regalo, però, ci sarà scritto di non aprire i pacchetti fino al giorno di Natale».

Carta da regalo un po' speciale…

«Per dare un tocco di reggianità abbiamo stampato carte con fantasie “arzane”: la mappa antica di Reggio, la piazza del Duomo con albero di Natale, gli affreschi della Ghiara, i soldatini del Ducato di Modena e Reggio, i leoni di San Prospero, frasi in “arzan”. Ci sarà anche una carta con i prodotti tipici reggiani».

Un "boun Nadel"…

«Sì. Ma ora è tutto nelle mani dei reggiani: chiedeteci l'amicizia su Facebook, scrivete le vostre letterine e aiutate Peder Nadel a portare il Natale nelle case di tutti».