I magistrati onorari entrano in sciopero e la giustizia va in tilt

di Tiziano Soresina

Sono venti i giudici e i pm non togati che operano a Reggio Stop di una settimana: protesta contro tagli e precariato

REGGIO EMILIA. Da troppo tempo incassano solo delle gran promesse dallo Stato: sono magistrati ma soprattutto precari. Sembra un paradosso ma non lo è, perché stiamo parlando dei magistrati onorari.

Si sentono sottopagati e non tutelati, eppure dal 1998 (anno della loro introduzione nel sitema-giustizia) coprono circa l’80% delle udienze fra penali e civili. L’ultima “botta” è arrivata ai giudici onorari (got) e pm onorari (vpo) dalla recente legge di riforma della magistratura onoraria, cioè il ddl 1.738 già licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato. Da qui la protesta in tutta Italia dei circa 3.600 giudici e pm non di carriera, con stop al loro ruolo in aula con durata più o meno ampia a seconda dei tribunali.

Da ieri anche i magistrati onorari reggiani si rifiutano di andare in udienza e come sta accadendo in tutti i palazzi di giustizia della penisola l’attività giudiziaria si è paralizzata.

E non poteva essere diversamente, perché nel nostro tribunale operano venti fra giudici onorari (3 sul versante penale monocratico, 9 in ambito civilistico) e pm onorari (sono 8). L’agitazione a Reggio durerà una settimana e i risultati – che la dicono lunga sull’importanza di queste figure giudiziarie – sono eclatanti: processi completamente saltati, compresi quelli davanti ai giudici di pace (altra categoria che lamenta una situazione insostenibile ed ha scioperato la settimana scorsa). Una paralisi giudiziaria che è figlia di un’insoddisfazione professionale non più reprimibile.

Sono tante le cose che non vanno: i compensi sono mere indennità giornaliere («Per alcune attività un gettone giornaliero di presenza di 98 euro lordi»), non hanno contributi previdenziali, ferie, indennità di malattia e maternità. Il disegno di legge di riforma citato continua a negare – fanno sapere got e vpo, così chiamati tecnicamente – lo status di lavoratori dei magistrati onorari poiché non riconosce loro diritti ma aumenta le competenze, prevede un incarico rinnovabile tre volte, così istituzionalizzando la precarietà, senza fare salvi nemmeno coloro che ormai da tanti anni sono inseriti nell’amministrazione della giustizia, per i quali non prevede alcuna stabilizzazione. Un futuro pieno di incognite: «Il prossimo 31 gennaio – si legge in una nota – decadono dal proprio incarico tutti i magistrati onorari in servizio presso il tribunale e tutti i giudici di pace. La loro proroga, infatti, non è stata ancora approvata. Il Governo vuole prorogarli solo fino al maggio 2016 e vuole tagliare i fondi destinati alla loro retribuzione di almeno 14 milioni di euro per il prossimo biennio (la previsione è contenuta nella legge di stabilità in discussione alla Camera). Il Governo vuole renderli ancora più precari con un disegno di legge di riforma che prevede la loro proroga per altri 12 anni, salvo imporre loro di cercare un altro lavoro». Una querelle approdata anche davanti alla Commissione europea sulla scia di diverse denunce presentate dai magistrati onorari: per l’organo Ue sono state violate le direttive europee che disciplinano i diritti dei lavoratori.