Cartelli nelle zone controllate dai vicini per avvisare i ladri

di Martina Riccò

Li hanno messi i cittadini del comitato “Montecchio Sicura” E ora l’iniziativa viene studiata da altri paesi della zona

MONTECCHIO. Cartelli da appendere ai cancelli delle case, suddivisione del paese in zone affidate ai vari componenti del gruppo, mantenimento e rafforzamento delle difese “passive” (inferriate e porte blindate) e di quelle “attive” (telecamere, allarmi che possono essere collegati gratuitamente con le forze dell’ordine, luci che si accendono in caso di movimenti).

È quanto deciso da “Montecchio Emilia Sicura” nell’ultima riunione, che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti dei futuri gruppi di controllo del vicinato di Roncocesi, Castelnovo Sotto, Campegine e di quello neonato di San Polo. Nonostante lo sforzo di carabinieri, polizia municipale e cittadini, infatti, l’ondata di microcriminalità che ha invaso la Val d’Enza non dà segno di voler arretrare, facendo sprofondare nello sconforto chi, in tutti questi mesi, ha perso tempo – e a volte sonno – per difendersi dai ladri.

«Siamo sempre dell’idea che più deterrenti utilizziamo più forse riusciremo a combattere questa microcriminalità che non ci dà pace» – commenta Valeria Zivieri, fondatrice di “Montecchio Emilia Sicura”. Ecco perché, tra pochi giorni, a Montecchio spunteranno dei cartelli con il logo del gruppo e la frase, spaventosa per i ladri e rassicurante per i cittadini, “Quartiere controllato dai vicini”.

«Verrà pubblicato il fac-simile su Facebook – spiega la Zivieri – e, dopo aver raccolto le adesioni, si procederà con la stampa». Un’altra novità riguarda l’organizzazione interna: Valeria Zivieri ha fondato il gruppo ma ora lo gestisce e dirige con altri cinque montecchiesi. «Questa sorta di “consiglio” – dice – ci consente una maggiore collaborazione tra di noi e ci permette di non incappare in errori superficiali. Essendo in più persone possiamo coprire giorno e notte chat e Facebook, ognuno con il suo compito».

Perché gestire questa “macchina” non è affatto una passeggiata. «Anche per questo – spiega – abbiamo deciso di concentrare i controlli soprattutto nelle zone abitate dai componenti del gruppo. Con questo non vogliamo dire che non ci interessa il resto del paese, ma crediamo sia doveroso cercare di proteggere e tutelare prima di tutto chi si impegna attivamente per la sicurezza di Montecchio, includendo ovviamente coloro che, anche per motivi di lavoro e familiari, a volte non possono essere presenti alle riunioni e agli incontri ma sono sempre attivi sulle chat per fare segnalazioni o scambiare idee. Poche sere fa – racconta – i ladri hanno cercato di entrare in casa di un componente del gruppo e noi ci abbiamo mandato qualcuno dei nostri. Non abbiamo salvato nessuno, non abbiamo sventato il furto, ma abbiamo ritrovato quel senso di buon vicinato di cui tanto parliamo. Vorremmo avere questo tanto desiderato incontro con il questore – conclude – per avere risposte alle nostre domande. Ma nel frattempo noi non ci arrendiamo, non ci fermiamo, proseguiamo nel nostro piccolo nella speranza che un giorno qualcuno più in alto di noi, ci aiuti a tutelarci meglio».