La pasticceria Cadoppi ha chiuso dopo 47 anni

di Alessandro Zelioli

Montecchio: Dino ha lavorato per 61 anni, Afro per 54. Il “grazie” del paese «Avremmo regalato l’attività, nessuno s’è presentato. Ora facciamo i pensionati»

MONTECCHIO. «Un dolce ringraziamento per averci deliziati per tanti anni con la vostra pasticceria". Firmato: il Paese. Con questo cartello esposto nella vetrina di via Franchini, un cliente della pasticceria ha voluto far sentire ad Afro e Dino Cadoppi il calore di una comunità intera che perde, dopo 47 anni, la storica omonima attività che ha fatto felici intere generazioni di cittadini della Val d'Enza. La pasticceria Cadoppi, infatti, ha chiuso i battenti definitivamente il 31 dicembre dopo che i 2 fratelli – rispettivamente 68 e 72 anni – avevano tentato a lungo di vendere per non dover abbassare definitivamente la serranda. L'inaugurazione avvenne nel 1968, quando ancora era un forno-pasticceria, per poi tramutarsi, nel 1985, in sola pasticceria. Aldo e Dino, infatti, già da molti anni lavoravano come fornai con i genitori. Dino ha lavorato per ben 61 anni, mentre il più giovane, Afro, "solo" 54. All’epoca si iniziava presto a lavorare per guadagnare e dare stabilità economica alle famiglie rese povere dalla guerra. La conversione in sola pasticceria è stata la svolta che ha consentito sino all'ultimo il "sold out".

«Negli ultimi giorni siamo stati presi d'assalto – racconta Dino Cadoppi, orgoglioso di annoverare tra i clienti più famosi la cantante Orietta Berti –. In negozio non è rimasto quasi più nulla. Addirittura, un cliente ci ha chiesto la carta con cui impacchettavamo i dolci come ricordo. Ben volentieri lo abbiamo accontentato. Dispiace aver chiuso, ma dopo anni nei quali abbiamo provato a cedere l'attività, dovevamo arrivare al dunque».

A Montecchio in tanti dicono che avevate deciso addirittura di regalare l'attività.

«Ed è vero – dice il più grande dei fratelli Cadoppi, che assieme ad Afro e alle mogli, Francesca Gatti e Paola Denti, aprì nel 1968 in via Franchini –. Si è fatto avanti un imprenditore solitario. Ma qui servono almeno tre persone. Non abbiamo mai pensato di crescere un garzone che potesse prendere il nostro posto, ed ora siamo costretti a chiudere».

E adesso che cosa farete?

«I pensionati», ride Aldo.

Attraverso Facebook, anche il sindaco Paolo Colli saluta i Cadoppi: «Chiude l'attività la storica pasticceria Cadoppi. Non si sa da quanti anni i due fratelli esercitassero l'attività; c'è chi dice 55, chi 60. E’ probabile che non lo sappiano bene neanche loro, dato che hanno trascorso tra quelle mura tutta la loro vita. La pasticceria Cadoppi è un'istituzione nelle province di Reggio e Parma. Un punto di riferimento per gli amanti del gusto dolce. Per i cittadini di Montecchio una presenza scontata, a cui si è abituati da sempre. Per gli abitanti della popolare e popolosa via Franchini un rifugio dove andare a fare due chiacchiere con Dino e Afro, magari approfittandone per portare a cuocere la torta fatta in casa o le pere nella teglia. E' un altro microcosmo dell'Emilia popolare che se ne va, dopo il negozio di barbiere, il meccanico da biciclette, il calzolaio, il salumiere, la lattaia, l'elettricista. Tutto cambia, rimangono i bellissimi ricordi per situazioni e persone di cui è un piacere ricordare l'umanità, la dedizione al lavoro e l'enorme spirito di sacrificio di chi ha ricostruito l'Italia nel dopoguerra».