«Il mio ex mi ha rotto il naso davanti ai bambini»

di Chiara Cabassa

Reggio Emilia, una 49enne posta su Twitter foto e referto medico: «Non ha mai accettato la separazione»

REGGIO EMILIA. “Di solito non faccio selfie ma di solito non ho il naso rotto. Denunciate! #noviolenzasulle donne #mettiamocilafaccia”. Questo il tweet con cui una 49enne reggiana denuncia pubblicamente quanto le è accaduto poche ore prima. E accanto al selfie con il volto tumefatto, anche l’immagine del referto stilato dai medici del Pronto soccorso. Diagnosi conclusiva: percosse con infrazione delle ossa nasali. Prognosi: 15 giorni. Lei ci ha messo coraggiosamente la faccia. Noi evitiamo di pubblicarla per tutelare i figli, peraltro coinvolti, tutti minorenni.

Innanzitutto, come sta? E cosa è accaduto?

«Come sto? Mi chiedo ancora come faccio ad essere qui. Per la prima volta ho avuto la netta sensazione di non farcela ad uscirne viva. E’ accaduto giovedì sera. Doveva essere una serata indimenticabile per tutti... e in un certo senso lo è stata».

Perché quella di giovedì doveva essere una sera così speciale?

«Sono separata da poco più di un mese ed è stata una separazione difficile. L’ho chiesta io... E lui non l’ha mai accettata. Abbiamo figli minorenni. Anche per questo siamo seguiti dal Centro Famiglie in modo da gestire meglio la separazione. E su consiglio della mediatrice familiare giovedì sera ci eravamo messi d’accordo, io e il mio ex marito, di trovarci a cena insieme ai bambini. Avremmo dovuto parlare con loro, nel modo più tranquillo possibile, della nostra separazione. L’appuntamento era a casa del mio ex marito, il “teatro” ideale secondo la mediatrice».

Ma qualcosa è andato storto...

«Sì. Ci siamo messi a litigare per cose futili... gli ho chiesto di un oggetto che non trovavo più e pensavo l’avesse preso lui. Abbiamo iniziato a urlare fino a quando mi ha dato un calcio nella pancia. Io ho reagito buttando per terra i bicchieri che erano sulla tavola... E i bambini stavano lì, davanti a noi. Lui mi ha dato uno schiaffo fortissimo che mi ha preso tutta la testa. Il naso cominciava già a sanguinare e lui ha iniziato a picchiarmi e a tirarmi forte i capelli fino a quando sono finita a terra, tra i pezzi di vetroi. Mi sbatteva la faccia per terra e poi contro il muro. Io ero una maschera di sangue e pensavo di morire. Urlavo “scappate” ai bambini ma la più grande prima ha cercato di mettersi in mezzo poi ha preso il cellulare e, nascondendosi dalla vista del padre, ha chiamato la polizia: “Il papà sta picchiando la mamma...”. Ma prima che arrivassero gli agenti sono riuscita non so come a uscire dalla porta e a scappare, i bambini dietro... Per strada ho incontrata delle persone che vedendomi insanguinata volevano aiutarmi ma io scappavo più forte che potevo. Poi ho visto due Volanti andare verso la casa del mio ex mentre gli agenti della terza Volante mi hanno fatto accompagnare al Pronto soccorso».

Ma il suo ex marito, prima di giovedì sera, non era mai stato violento?

«In realtà già prima di sposarci mi aveva picchiato quando avevo provato a lasciarlo... Dopo qualche anno, quando eravamo già sposati, mi ha dato un cazzotto mentre allattavo. E un’altra volta mi si è parato davanti con un coltello... ho una piccola cicatrice su un braccio. Ad avere la peggio in quel caso era stato il divano. Dall’aprile al luglio scorso, quando ho preso definitivamente la decisione di separarmi, è stata una escalation... Già di notte dormivo in camera mia con la porta chiusa a chiave, temevo che mi facesse del male... Perché non l’ho mai denunciato? Viveva sotto il mio stesso tetto, poi cosa sarebbe successo? Chi mi avrebbe difeso? E poi alle violenze, prima di giovedì sera, i nostri figli non avevano mai assistito. E per me questo fa la differenza».

Eppure ora, su Twitter, ci ha messo la faccia. Come mai questa decisione?

«Non è stata una scelta meditata. Mi sono sentita di farlo e l’ho fatto. Perché noi donne dobbiamo smettere di nasconderci. E non dobbiamo cadere nella trappola che ci tende chi vuole farci sentire colpevoli. E a volte ci riesce pure. Mi è capitato anche in questi giorni».

Da chi si è sentita giudicata?

«Tanti amici, ma anche amiche, dopo avere visto il mio tweet hanno detto che avevo sbagliato. Qualcuno mi ha addirittura detto che ci avevo messo “il pezzo da novanta”. Altri che potevo anche evitare. Altri ancora che me le vado proprio a cercare... Nel senso che adesso il mio ex chissà cosa farà. Venerdì sera sono uscita e in tanti mi hanno criticato come se adesso, dopo quello che è successo, dovessi chiudermi in casa. Ma io non accetto questa mentalità. E mi dà ancora più fastidio quando sono le donne a fare certe affermazioni. Lo so che le mie amiche vogliono il mio bene, cercano solo di difendermi. Ma io non ci sto più. Per anni ho mediato, ho taciuto, ho sopportato... ed ecco cosa ho ottenuto. Ho rischiato di morire».

Se si guarda alle spalle, che cosa ha sbagliato?

«Probabilmente ho sottovalutato dei segnali importanti. La prima volta che mi sono state messe le mani addosso, quando ancora non ero sposata, doveva suonarmi un campanello in testa. E invece ho pensato che non sarebbe capitato più. Una volta, due, tre. Anche per questo non voglio nascondere più niente. Spero con la mia testimonianza di aiutare altre donne a non cadere nella trappola. Perché oggi so che tacere non serve. So che sentirsi in colpa è un errore. So che sperare che le cose cambino da sole è un’utopia. E non voglio avere paura».

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