Controlli al processo Aemilia, scoppia il caso impronte digitali

Reggio, previsto per gli avvocati un accesso con la rilevazione dei dati biometrici: le toghe chiedono chiarezza

REGGIO EMILIA. Un accesso preferenziale per gli avvocati che accetteranno di farsi identificare con le impronte digitali. E’ una delle innovazioni previste in occasione dell’avvio del processo Aemilia a Reggio, che sta già provocando non poche perplessità tra le toghe.

La possibilità di farsi identificare con i dati biometrici è stata presentata ai legali reggiani come una soluzione temporanea per gestire l'afflusso straordinario in occasione dell’inizio del dibattimento il 23 marzo.

L’accesso già in funzione resterà aperto per chi deve recarsi a Palazzo di Giustizia e non nell’aula bunker che sorgerà nel cortile. Questi utenti passeranno dal solito metaldector dove stazionano le guardie giurate, che sono anche dotate di raggi X per controllare zaini e borse (apparecchiatura quest’ultima che da un po’ di tempo è fuori uso).

Per il processo Aemilia sarà installato un altro accesso dotato di metaldetector. Inoltre ci sarà un varco attiguo con le impronte digitali. Ai circa 1.200 avvocati reggiani sta arrivando la comunicazione della possibilità di farsi prelevare le impronte digitali per usufruire di questo accesso che si presume sia più rapido. L’ipotesi delle impronte digitali non ha però suscitato fino ad ora reazioni entusiastiche.

Alcuni consiglieri dell’ordine hanno infatti sollevato eccezioni di varia natura. «La questione principale - dice il presidente dell’ordine Franco Mazza - è relativa a chi sarà il responsabile del procedimento, che dovrà garantire il corretto utilizzo dei dati acquisiti». Una questione di non poco conto, perché la rilevazione delle impronte digitali è soggetta ai veti del Garante della Privacy ed altre disposizioni specifiche.

Gli avvocati vogliono sapere dunque chi sarà il responsabile della gestione, «Comune o tribunale?», e che garanzie verranno date affinché i dati siano utilizzati solo per la finalità indicata e per un periodo di tempo limitato. Da parte dei professionisti del diritto non ci si poteva attendere l’accettazione acritica di un procedimento d’identificazione di questo tipo.

La sensibilità delle toghe al tema controlli è acuita da quanto avvenuto nel processo Aemilia con rito abbreviato in corso a Bologna. I legali, ad esempio, non hanno gradito il binario preferenziale per gli avvocati delle parte civili e i controlli all’ingresso sono stati ritenuti eccessivi e talvolta lesivi della dignita del ruolo di difensore. (j.d.p.)