Reggio Emilia, ora è il Pd che frena la pedonalizzazione

di Roberto Fontanili

Via libera dal consiglio, ma la maggioranza presenta un ordine del giorno per vincolarlo a una consultazione pubblica

REGGIO EMILIA. Alla fine, gran parte del dibattito in sala Tricolore, sul programma in dieci punti della giunta per migliorare la qualità dell'aria chiamato “Reggio respira”, si è incentrato sulla pedonalizzazione del centro storico. E a mettere dei paletti alla giunta non è stata tanto la minoranza, ma il gruppo consiliare Pd, che ha chiesto che all’entrata in vigore della proposta di una totale pedonalizzazione del centro storico si arrivi solo dopo una consultazione pubblica con residenti, commercianti e frequentatori del centro.

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Quasi una sorta di referendum. Proprio il gruppo Pd, su quella che è una delibera di giunta e non una materia di consiglio comunale, non ha voluto lasciare carta bianca ed ha proposto un ordine del giorno – poi approvato con i soli voti di Pd e Sel – che al primo punto chiede espressamente «una consultazione pubblica», facendo alcune proposte che integrano e ampliano il piano “Reggio respira” presentato dalla giunta.

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La pedonalizzazione totale di una parte dell’esagono peraltro è il punto più controverso e delicato dell’intero programma “Reggio respira”. E non solo tra i commercianti che sono nettamente contrari e hanno già minacciato proteste, ma tra le stesse forze politiche.

Anche all’interno dello stesso Pd, tutti consapevoli che è su quel provvedimento – che prevede maggiori controlli sui permessi di transito in ztl, prima ancora di arrivare a un ipotetico ampliamento della zona pedonale – si giocano molti consensi. Da qui la proposta di un’ampia consultazione, sulla stregua dei laboratori di cittadinanza che l’assessore Valeria Montanari sta sperimentando nei quartieri e nelle frazioni.

Il programma “Reggio respira” nel suo complesso al termine del dibattito è stato approvato con 24 voti a favore (Pd, Sel e M5S), e sei voti contrari (Forza Italia, Lega e le due liste civiche). L’ordine del giorno integrativo, invece, proposto dai consiglieri Pd (Pavarini, Cantergiani, Campioli e De Franco) ha ottenuto 19 a favore dalla maggioranza e sei voti contrari dall’opposizione. Il M5S si è astenuto.

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Il piano di indirizzo “Reggio respira” approvato contiene alcune azioni che sono applicabili da subito, altre che lo saranno a medio termine e altre ancora che forse non lo saranno mai. Le prime misure previste – revisione del costo dell’ingresso in ztl e della sosta per i mezzi più inquinanti, l’introduzione di sconti e premi ai cittadini più virtuosi, sostituzione dei bus di Seta con mezzi a metano ed elettrici per il servizio Minibù, l’introduzione del divieto di sosta con il motore acceso davanti alle scuole – saranno operative già entro l’estate-autunno 2016.

Altre invece, come la piantumazione di un migliaio di alberi, il progetto di collegare con ciclopedonali il parco urbano del Campovolo con il Parco Rodano-Mauriziano, il Campus e la città, il raddoppio del trasporto pubblico sulla tratta Mancasale-Rivalta e la creazione di un parcheggio scambiatore sempre sulla stessa dorsale, richiederanno anni. E, soprattutto, il reperimento delle risorse necessarie.

Infine l'ipotesi – pur prevista nel piano – di un tram su rotaie che attraversi la città da sud - nord, è molto più probabile che finisca sotto la voce suggestioni.