Cesi, Procura pronta all’appello

Correggio, Grandinetti non vuole commentare: «Attendiamo le motivazioni»

CORREGGIO. La Procura farà con ogni probabilità appello contro la sentenza del tribunale di Reggio che ha assolto l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Correggio, Roberto Cesi, per 26 capi d'imputazione su 27.

«Non intendo commentare in alcun modo la sentenza – ha detto ieri il procuratore capo Giorgio Grandinetti –. Valuterò quando le motivazioni saranno depositate, entro 90 giorni, se esercitare la facoltà di proporre appello». Una formula di rito, in qualche modo scontata, di doveroso rispetto nei confronti della corte, che prelude quasi sempre all’appello.

La Procura si è vista respingere l'impianto accusatorio in pieno, se non per un capo d'imputazione, quello di violenza privata, perché il comandante impedì lo svolgimento dello Student Party al Room 77. Per il comandante erano stati chiesti sei anni; alla fine il collegio giudicante presieduto da Francesco Caruso gli ha inflitto un mese.

L'avvocato Gianluca Vinci, che ha assistito l'unica parte civile che si è costituita nel processo, la signora Franca Giacobazzi, la quale si è vista respingere la richiesta di risarcimento di 10 mila euro, valuterà cosa fare. Se la Procura proporrà appello, come appare molto probabile, la parte civile potrà costituirsi a sua volta in quel procedimento. Altrimenti valuterà una causa in sede civile.

Al termine del processo di primo grado, il maresciallo Roberto Cesi ha espresso tutta la sua soddisfazione. «E’ stata una vittoria schiacciante. Ho sempre agito per il bene della città e per i suoi cittadini e l’esito del processo lo ha confermato. Il mio modo di operare è sempre stato incentrato sul volere operare per il meglio». La sua soddisfazione è stata condivisa da tanti colleghi che in questi anni hanno lavorato con lui. (j.d.p.)