Inaugurato il nuovo oratorio parrocchiale

di Alessandro Zelioli

Montecchio: al posto dell’ex cinema “Don Bosco” con l’8 per mille, una sala dedicata al diacono Infanti

MONTECCHIO. «Oggi avete potuto vedere dove sono finiti i soldi dell'8 per mille. I nostri soldi. Anche se molto rimane ancora da fare per completare questa opera».

Così don Corrado Botti, parroco della chiesa di San Donnino Martire, ha aperto il dibattito inserito all'interno della due giorni di festa per l'inaugurazione del nuovo oratorio.

Alla presenza del sindaco, Paolo Colli e del delegato del vescovo, don Corrado ha fatto gli onori di casa in una sala stracolma di fedeli e semplici curiosi che hanno risposto presente alla chiamata per un evento storico per la città di Montecchio.

Dopo tre anni dalla sua demolizione, infatti, sulle ceneri del vecchio Cinema Teatro “Don Bosco”, lo scorso fine settimana è stata inaugurata la nuova sede dell’oratorio e con essa una sala polivalente in grado di ospitare 400 persone anche se l'acustica dovrà essere completata.

«Dovremo allestire l’impianto permanente – ha proseguito don Corrado – e mancano alcuni dettagli, ma questo locali sono finalmente fruibili».

La sala, dedicata alla memoria di Evandro Infanti, il Diacono della comunità scomparso pochi mesi fa – a ricordo del quale campeggia una targa proprio all'ingresso dei locali, scoperta dalla nipote Valentina alla presenza della moglie, Giovanna Bertolini – ora sarà luogo di ritrovo per i giovani della parrocchia che qui potranno condividere le loro esperienze di comunione e anche ludiche. Ancora non è stato comunicato se questi locali potranno essere impiegati da “soggetti esterni” alla comunità, ma in seno alla parrocchia ci sarà tempo e modo per valutare i molteplici impieghi che questa grande struttura, può riservare.

Molto partecipato il concerto di sabato sera, del duo Acoustic Set composto da Francesco Venturini e Marco Camorani così come altrettanto frequentata è stata la Santa Messa della domenica mattina durante la quale sono stati benedetti i locali prima della kermesse pomeridiana.

Da vedere la mostra di “montecchierie” legate al cinema demolito nel 2013, realizzata a opera del Cinefotoclub cui una quindicina di relatori hanno riservato ampio spazio nel pomeriggio di domenica quando è stata scoperta la targa commemorativa.

In quel momento, il susseguirsi di relatori al tavolo, ha permesso di conoscere i motivi che hanno portato alla costruzione di questo moderno edificio (documentati dall’Ingegner Saverio Fontana e dall'Architetto Matteo Francesconi che per conto di Sacea hanno prima demolito e poi ricostruito il nuovo oratorio) per proseguire poi con tutti coloro che gli organizzatori hanno voluto come testimoni di un secolo nel quale il Cinema Teatro fu snodo fondamentale della vita montecchiese. Il ricco buffet finale, ha sancito l’inizio di una nuova epoca per i giovani di Montecchio.

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