Botte all’ex non provate: assolto

Rubiera, per il giudice inattendibili le accuse al camionista di maltrattamenti

RUBIERA. Un matrimonio durato sei anni, poi una crisi della coppia ormai non più ricomponibile, sviluppatasi sul piano giudiziario sia in ambito penale (il marito camionista è accusato di maltrattamenti) che civilistico (chiesto dalla donna in sede di separazione un risarcimento di 100mila euro).

Ieri in tribunale a Reggio l’ultimo “atto” sul versante penalistico. Era stata la donna, nell'estate del 2013, a denunciare il marito. Aveva parlato di percosse, con un certificato medico di 5 giorni, di spintonamenti, aveva detto di essere stata afferrata per il collo e ripetutamente insultata nei modi più vari, e di aver anche ricevuto sputi in faccia. Una situazione che l'aveva indotta a tentare il suicidio, ingurgitando una dose eccessiva di medicinali. Dopo il drammatico episodio, ripresasi, era andata a fare un giro con il marito nel nostro appennino e questi, ha racconto la stessa in aula, indicandole il profilo della Pietra di Bismantova visibile dalla strada che stavano percorrendo, le avrebbe detto che c'era gente che andava su quella rupe, per suicidarsi. Quasi un invito, o comunque, vista la situazione recente, una osservazione non molto delicata. La parte civile – rappresentata dall’avvocato Antonio Drogo che tutela la donna di 52 anni – ha presentato anche un perizia psicologica per dimostrare che i maltrattamenti ai quali sarebbe stata sottoposta dall'uomo le avevano provocato uno stato di ansia, con conseguenti effetti di tipo psicosomatico. In precedenza la procura ha chiesto per il 43enne una condanna a 2 anni e un mese di reclusione (richiesta a cui si è associata la parte civile). Una “lettura” dei fatti completamente ribaltata dall’avvocato difensore Antonio Silipo, sostenendo che questo tipo di effetti psicosomatici rendono inattendibili le accuse di percosse da parte della donna: ha infatti osservato che in quel certificato medico, dell'agosto del 2013, non si parla di ecchimosi o di abrasioni, segni tipici che avrebbero dovuto essere conseguenza delle percosse. Una ricostruzione che ha fatto breccia nel convincimento del giudice Dario De Luca che ha assolto l’imputato.(t.s.)