Reggio Emilia, degrado in centro: rischia di chiudere il ristorante di Tacconi

di Leonardo Grilli

"Assedio di ubriachi e spacciatori. I clienti scappano". La tana dello scoiattolo, ristorante dell’ex portiere della Juventus Stefano Tacconi, lancia l'allarme al Comune. Il socio: "Se si va avanti così saremo costretti a chiudere".

REGGIO EMILIA. «Quando i clienti ci chiamano per prenotare un tavolo e scoprono dove siamo, rinunciano e disdicono la prenotazione per paura». Doveva essere una delle maggiori novità gastronomiche della città, collocata in pieno centro storico, e invece è assediata dal degrado e dall'incuria.

È quanto sta succedendo a "La tana dello scoiattolo", il ristorante di Stefano Tacconi in piazza San Francesco (angolo via Sessi). Aperto poco più di un mese fa, fra l'acclamazione della cittadinanza e dei media, si trova già in serie difficoltà. Per colpa di ubriachi, tossicodipendenti, spacciatori e strade da asfaltare.

Reggio Emilia, l'ex juventino Stefano Tacconi apre un ristorante in città

Questo il panorama che circonda il locale secondo Marco Lumina, bergamasco e gestore dello Scoiattolo insieme all'ex portiere della Juventus: «Quando siamo arrivati qui a Reggio Emilia per vedere il locale la zona ci è sembrata fantastica. La piazza, la sede della banca d'Italia, il teatro, in centro. Pensavamo di stare in paradiso. Ci è bastato poco per ricrederci».

I problemi infatti sono cominciati fin da subito: «Poco dopo l'inaugurazione due ubriachi sono entrati nel locale quando c'era solo la cuoca. Per fortuna si sono spaventati, lei era sporca del sangue della carne e con un coltello in mano, e se ne sono andati. Poi gli spacciatori che lasciano le dosi appoggiate sulle nostre finestre, spesso sono io che devo cacciarli. Pensi che pochi giorni fa a una cliente che veniva qui da parco del Popolo è stata fermata da due ragazzi di colore che le hanno chiesto 50 euro per prostituirsi con lei! Siamo alla mercé dei banditi ormai e i clienti se ne vanno».

Oltre a questo c'è poi il problema dei lavori stradali limitrofi, che al passare delle auto gettano polvere suoi tavolini all'aperto del ristorante.«Tutte le città in Italia, persino Bari, stanno rivitalizzando il centro storico. Qui a Reggio no e siamo in grossa perdita, se andiamo avanti così entro l'anno chiudiamo. Al Comune chiediamo di risolvere il problema della sicurezza, di terminare i lavori in corso e di permetterci di mettere delle insegne per indicare dove siamo. Certo se avessi saputo prima avrei aperto a Parma».