Muore in bici manager della Om Still

Meinhard Braun, 47 anni, falciato da un’auto in sorpasso durante una sgambata con due amici. Uno è ferito, l’altro illeso

LUZZARA. Usava sempre la bicicletta, le pedalate bagnate dal sudore per arrivare in fondo, i muscoli che bruciano nelle arrampicate, come metafora dell’ascesa professionale, degli sforzi per migliorare sul lavoro, dell’impegno per la sua azienda. La bici era la sua grande passione, e sulla bicicletta ha fatto il suo ultimo viaggio.

Meinhard Braun, il consigliere delegato della Om Still di Luzzara, 47 anni, tedesco di nascita e mantovano d’adozione, è morto ieri mattina in un incidente a Brentino Belluno, in località Bra, al confine tra le province di Verona e Trento. È stato falciato da un’auto che stava facendo un sorpasso in una curva. Era con altri due ciclisti suoi amici: uno è stato urtato ma se l’è cavata con qualche frattura, ed è stato ricoverato a Borgo Trento; l’altro, illeso, ha assistito alla tragedia senza poter fare nulla.

Braun aveva partecipato ad una gita aziendale della Om Still nel weekend, con una gara amatoriale in bici. Poi aveva deciso di fermarsi un paio di giorni con gli amici per fare altre pedalate in Trentino. Si erano trovati ieri mattina presto ad Affi, dove avevano lasciato l’auto per salire sulle due ruote. Una sgambata di prima mattina, quando il caldo ancora non soffoca e il traffico non si è risvegliato. A Bra la tragedia. Nella direzione opposta alla loro viaggiava M.P. un 57enne di Brentonico che stava andando all’ospedale di Peschiera per sottoporsi ad una seduta di chemioterapia, al volante di una Jeep Mitsubishi.

Forse un malore, forse una svista. «Stavamo pedalando verso Nord, dopo essere partiti da poco da Affi», dice Massimo Brancaleoni, il ciclista illeso. «Da una curva è spuntato il fuoristrada che ha iniziato subito un sorpasso vedendo libero dalla parte opposta. Ma non ha visto noi, che stavamo pedalando. Ha centrato il primo della colonna, eravamo uno dietro l’altro. E quello è l’amico rimasto ferito, ma la peggio l’ha avuta il secondo della fila – aggiunge il testimone ancora sconvolto – che è stato sbalzato via morendo sul colpo. È stato tremendo. Non so neanche io come ho fatto a non essere investito».

Braun è rimasto a terra, esanime, davanti agli occhi dell’amico. Sul posto dopo pochi minuti è arrivata da Caprino un’ambulanza con il medico a bordo. Ai sanitari sono bastati pochi istanti per verificare che per il manager non c’era più nulla da fare. Non è rimasto che constatare il decesso.

La salma è stata portata a medicina legale al policlinico. Il ferito è stato subito portato con l’eliambulanza all’ospedale di Verona. Ha riportato alcune fratture, e non è in pericolo di vita. La Stradale di Bardolino ha effettuato i rilievi, sentito alcuni testimoni e, soprattutto, raccolto l’importante racconto del ciclista sopravvissuto. Braun da oltre dieci anni abitava a Mantova, in via Grazioli 34, con la moglie Helena Urgell, di origine spagnola e i figli Kei, 12 anni, e Gemma, 10. Aveva cominciato a lavorare come progettista in Italia nel 2000. Poi una rapida carriera, fino alla carica di consigliere delegato alla ditta di Luzzara.

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