Un oratorio tutto nuovo nel 50º dell’ordinazione

di Luca Tondelli

Castelnovo Monti: don Evangelista ha festeggiato il traguardo e pensa al futuro «L’edificio sarà aperto a breve, ora pensiamo a come riempirlo di contenuti»

CASTELNOVO MONTI. Don Evangelista Margini, per tutti don Geli, ci incontra nella storica canonica della Pieve in occasione del 50° anniversario della sua ordinazione, celebrato domenica scorsa con la messa nella chiesa della Resurrezione e altre iniziative al pomeriggio.

Ogni percorso di vocazione comincia ben prima dell’ordinazione sacerdotale. Come si è evoluto il suo?

«Nella mia famiglia c’è sempre stata profonda devozione, e si esprimeva grande stima per la vita del sacerdote. Avevo anche uno zio diventato prete nel 1943, morto un anno dopo per motivi di salute, visto che, come cappellano, prestava servizio anche ai sanatori. La sua è sempre stata, nella mia famiglia, una figura ancora splendente. Quindi non era difficile per me pensare al sacerdozio. La scelta decisiva verso il sacerdozio però si fa negli ultimi due anni di seminario, ed è stata una scelta molto ponderata. Ci ho pensato a lungo, poi ho preso la mia scelta, e sono stato ordinato il 26 giugno 1966».

Che ricordi ha del giorno della sua ordinazione sacerdotale?

«Da un anno era arrivato a Reggio il vescovo Gilberto Baroni. Il giorno della santa messa con il rito dell’ordinazione eravamo in cinque ad essere consacrati. La ricordo come una giornata bella, emozionante, circondato dai miei parenti, dagli amici. Ricordo anche la consapevolezza degli impegni che mi assumevo quel giorno. La domenica dopo l’ordinazione ho celebrato la prima messa solenne alla parrocchia di Gavassa. Poi in settembre ricevetti la lettera del vescovo, che mi proponeva di mandarmi a Castelnovo Monti. Qui ho trovato don Dino Carretti e don Domenico Rivi. Sono arrivato alla fine di settembre 1966 e sono rimasto tre anni. Ho iniziato concretamente a lavorare in particolare con i ragazzi, in paese, con l’oratorio parrocchiale le attività dell’Azione Cattolica e l’insegnamento alle medie».

Alla fine dei tre anni a Castelnovo, don Evangelista fu trasferito, e di lì a poco è iniziata una fase del suo mandato molto consistente e significativa.

«Nel 1969 il vescovo mi ha trasferito a Marola, al seminario con funzione di vicerettore. Nel 1972 poi sono stato trasferito a Braida (vicino a Sassuolo), dove prima come cappellano e poi come parroco sono rimasto per 28 anni. Nel 2000 il vescovo mi ha chiesto la disponibilità ad un nuovo cambio di sede, ho dato questa disponibilità e mi è stato chiesto di tornare a Castelnovo Monti».

A pochi metri dalla canonica, sta per essere ultimato il nuovo oratorio interparrocchiale, un traguardo che va messo sicuramente nei momenti positivi di questi tanti anni di sacerdozio.

«Senz’altro negli ultimi anni ci siamo impegnati molto, e ormai abbiamo un bell’edificio quasi completato, che inaugureremo tra pochi mesi. Ma personalmente le soddisfazioni più grosse sono state altre, legate ai momenti in cui ho avvertito di aver fatto bene il prete, di aver costruito qualcosa, di aver aiutato qualcuno. Sono stati quelli i momenti più belli. Il nuovo oratorio dobbiamo ultimarlo, ma il pensiero principale è già come sapremo gestirlo e riempirlo di contenuti. Avrà una funzione importante e penso che la parrocchia possa cogliere questa grande opportunità, avere una sede per iniziative ma anche per formazione, un luogo di impegno umano e civile. Tante persone ci hanno lavorato con responsabilità e fatica, concretizzando un sogno della parrocchia e della comunità, penso che insieme sapremo sobbarcarci l’impegno per renderlo efficiente e attivo per crescere nella fede e nella vita cristiana».