Reggio Emilia, il Sassuolo ai playoff contro la "terribile" Stella Rossa

di Leonardo Grilli

Le partite si giocheranno il 18 agosto a Reggio e il 25 a Belgrado, gli ultras della squadra serba sono famosi per gli episodi di violenza fra cui l'interruzione della partita della nazionale a Genova nel 2010

REGGIO EMILIA. Dopo la netta vittoria sulla squadra svizzera del Lucerna per 3 a 0 la prossima partita dei playoff si prospetta decisamente più difficile per il Sassuolo. E non solo da un punto di vista puramente calcistico. La squadra infatti affronterà i serbi della Stella Rossa nei playoff di Europa League, che danno l'accesso ai gironi.
 
 
A deciderlo il sorteggio andato in scena all'ora a Nyon mentre le partite saranno giocate il 18 agosto a Reggio Emilia e il 25 a Belgrado. La Stella Rossa Belgrado, maggior rappresentante del calcio della ex Jugoslavia, ha vinto la Coppa Campioni nel 1991 e nello scorso campionato ha conquistato lo scudetto.
 
Una sfida niente affatto facile quindi per la formazione nostrana ma a complicare le cose ci stanno anche rilevanti episodi di violenza e neofascismo messi in atto dagli ultras serbi. Fra qui l'interruzione della partita Italia-Serbia dell'ottobre 2010 dove il Marassi di Genova è stato letteralmente ostaggio della tifoseria di Belgrado.
 

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Il match iniziato dopo 37 minuti di attesa e interrotto al 6' sullo 0-0, è rimasto nella memoria di tutti per le brutte e ripetute violenze degli hooligans della Stella Rossa. Lanci di petardi, scontri con le forze dell'ordine, minacce ai loro stessi giocatori, tentativi di entrare in campo e poi quell'immagine impossibile da dimenticare.
 
Quella di Ivan Bogdanov, uno dei leader storici della tifoseria della Stella Rossa, la temuta Delije, che guida la rivolta dei "suoi uomini" sulle tribune, contratta con i giocatori per concedergli il permesso di riprendere la partita e, aggrappato in bella vista sulle transenne, fa il saluto fascista alle telecamere.
 

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Ivan è poi stato condannato a tre anni e tre mesi per i disordini provocati a Genova ed è stato scarcerato ed espulso dall’Italia. Insomma per la città non si prospetta una partita facile, sopratutto dal punto di vista della sicurezza pubblica.