L’accoltellato al cuore è un rifugiato politico

Migliorano le condizioni del giovane della Guinea. Testimonianze e filmati al vaglio dei carabinieri

REGGIO EMILIA. Sarebbero leggermente migliorate le condizioni del 20enne Mamadou Diallo (originario della Guinea) che è stato accoltellato domenica sera in via Turri e poi soccorso in piazzale Europa. Un miglioramento che giunge dopo l’operazione al cuore effettuata nella notte fra domenica e lunedì dallo staff cardiochirurgico di Villa Salus, dove il giovane resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva in prognosi riservata.

Il 20enne è un profugo giunto in Italia su uno dei tanti barconi della disperazione e a luglio, a Reggio, ha fatto richiesta di asilo politico. Domenica sera il 20enne è arrivato sanguinante al piazzale in sella alla sua bicicletta: sta rischiando la vita perché ha una profonda ferita provocata da una coltellata al torace. E la visione dell’africano tutto ricoperto di sangue ha spaventato non poco i frequentatori del parcheggio. Da qui il veloce trasferimento al Santa Maria Nuova e poi a Villa Salus per l’operazione.

I carabinieri che indagano sulla vicenda non hanno potuto ancora interrogarlo.

Un lavoro investigativo che è coordinato dal pm Giacomo Forte: il magistrato inquirente ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, ma al momento non vi sono indagati. Attualmente non stati individuati testimoni di quest’ennesimo fatto di sangue e gli investigatori – che stanno vagliando le immagini del sistema di videosorveglianza della zona stazione – si ritrovano fra le mani un caso non facile, contrassegnato da tanta omertà. Ad aver armato la mano dell’aggressore potrebbero essere stati motivi legati allo spaccio di stupefacenti, ma al momento questa è solo un’ipotesi, perché le cause potrebbero essere altre (un banale litigio, motivi sentimentali, affari loschi finiti male). Diallo vive in un appartamento di via Turri con altri stranieri e nei pressi della zona stazione sarebbe stato accoltellato.