«I serbi sono stati civili e il dialogo ha pagato»

di Jacopo Della Porta

Il bilancio del questore Fusiello sulle misure di sicurezza anti-ultras «Giusto chiudere piazza Prampolini per evitare episodi di vandalismo»

REGGIO EMILIA. «I tifosi serbi hanno dato una prova di civiltà e si sono comportati meglio di quelli svizzeri del Lucerna. Non hanno dato alcun problema prima della partita ed anche il deflusso è stato tranquillo». Il giorno dopo la partita Sassuolo-Stella Rossa, dove tutto è filato liscio, nonostante i timori della vigilia, il questore Isabella Fusiello fa un bilancio del dispositivo di sicurezza messo in campo per 24 ore in città. «Abbiamo cercato di dare un messaggio di normalità nella gestione dell’ordine e della sicurezza - ha detto il questore -. I tifosi hanno apprezzato l’atteggiamento della polizia. In piazza non c’erano blindati proprio perché non volevamo dare l’idea di volere impedire i movimenti ai tifosi. Abbiamo anche dialogato con loro e il dialogo paga sempre».

Il dispiegamento di uomini e mezzi è comunque stato ingente: 350 uomini nel corso delle 24 ore.

Alle 7 di ieri mattina si è concluso un lavoro di prevenzione iniziato il 5 agosto, quando dai sorteggi era uscita la sfida tra i neroverdi e i serbi. «Da quel momento abbiamo immediatamente attivato tutti i canali per poter acquisire informazioni sui tifosi della Stella Rossa, le loro intenzioni, come si sarebbero spostati ed altre notizie». Fondamentale si è rivelato il supporto del Centro nazionale di informazione sulle manifestazioni sportive, del Dipartimento della pubblica sicurezza, che svolge attività di raccolta, analisi ed elaborazione dei dati relativi al fenomeno della violenza negli stadi. «La polizia serba ci ha chiesto se volevamo collaborazione e abbiamo subito accettato - ha detto il questore -. Sono arrivati a Reggio due poliziotti e un funzionario dell’Osservatorio della polizia serba sulle manifestazioni sportive. I colleghi serbi, che seguono la curva, ci avevano subito detto che non sarebbero avvenuti disordini».

La dirigente di via Dante ieri ha lodato a più riprese il comportamento degli ospiti. «Il loro corteo verso lo stadio è stato molto rapido e nel corso del tragitto non hanno danneggiato nulla, non hanno esposto striscioni inneggianti alla violenza o razzisti. Anche gli striscioni che sono entrati allo stadio sono stati controllati, dal console generale della Serbia arrivato da Milano». Prima della sfilata i capi ultras avevano dato la parola che non sarebbe accaduto nulla. «Volevano lasciare un bel ricordo a Reggio e credo che sia stato così. Per loro la partita è stata solo un’occasione per una gita fuori porta».

Il questore Fusiello si è poi soffermata sull’aspetto più controverso della gestione dell’ordine pubblico di giovedì, la chiusura di piazza Prampolini con i camion di Iren. «Abbiamo voluto preservare la piazza che rappresenta il cuore della città e dove ci sono importanti monumenti, il Duomo, il Comune, la statua. Volevamo impedire che ci fossero atti vandalici o che fosse usata come un bagno pubblico. La chiusura non ha comunque avuto ripercussioni economiche perché le attività nel pomeriggio avrebbero comunque chiuso ed altre erano chiuse per ferie».

La stagione del Sassuolo in Europa League è, probabilmente, solo all’inizio. E dunque Reggio deve essere pronta all’arrivo di altre tifoserie nei prossim mesi. «Ma non è il caso di alimentari timori eccessivi - ha detto la dirigente -. Alla fine abbiamo gestito l’ordine pubblico al meglio, nonostante ci fossero delle preoccupazioni, e non si devono spaventare i cittadini».