Nuovo oratorio da tre milioni di euro

di Adriano Arati

Sabato il vescono inaugurerà l’edificio interparrocchiale. Don Margini: «Per pagare le spese, speriamo che altri ci aiutino»

CASTELNOVO MONTI. Una nuova casa per le parrocchie montane, per gli abitanti e per le associazioni. Sabato 10 settembre alle ore 10 verrà inaugurato ufficialmente il centro pastorale interparrocchiale di Castelnovo, l’ambizioso progetto da oltre 3 milioni di euro voluto dalle parrocchie di Castelnovo e Vetto e pensato come riferimento per l’intera montagna.

Il grande edificio, a poca distanza dalla pieve castelnovese, è in via di completamento: in questi giorni gli operai stanno lavorando a pieno ritmo per terminare le finiture in tempo utile per il taglio del nastro, che vedrà la presenza del vescovo reggiano monsignor Massimo Camisasca.

La bella struttura su due piani diventerà la sede di tantissime attività parrocchiali e non solo, vicinissima alle aree sportive costruite nell’ex campo da calcio Valentino Mazzola all’inizio di Castelnovo Monti. Con aule, uffici e stanze attrezzate, garantirà la presenza di un centro polivalente per tutte le parrocchie coinvolte in questa coraggiosa impresa, figlia di un percorso iniziato quasi due decenni fa. E ricordato ieri mattina, nelle sale in via di ultimazione, dal parroco castelnovese don Evangelista Margini e da due dei grandi autori e protagonisti del progetto, l’architetto Gabriele Ferri e l’ingegnere Ivano Bianchi.

«Quando mi venne affidata la parrocchia castelnovese 16 anni fa, già si pensava a una soluzione di questo genere, che affiancasse i lavori di ristrutturazione della canonica. Il primo obiettivo, che realizzammo subito, era che i parroci locali andassero a vivere alla Pieve. Quello fu semplice, era già tutto pronto», ricorda don Margini. Il progetto di un nuovo centro, che servisse per una vasta unità pastorale, è poi cresciuto nel tempo. «Si era anche valutata l’ipotesi di sistemare o di allargare le strutture esistenti; poi nel 2011, grazie al suggerimento dell’Ufficio Diocesano dei Beni Culturali guidato da monsignor Ghirelli, abbiamo iniziato a pensare alla costruzione di un nuovo edificio, attingendo ai finanziamenti che la Cei mette a disposizione in questo senso», spiegano i promotori. Da lì, con una scelta di prospettiva non facile in anni di difficoltà economiche generalizzate, è partito il cammino per il modernissimo e scintillante centro, ora pronto per l’inaugurazione.

«Anche da un punto di vista affettivo non è stato facile, gli spazi che abbiamo dovuto abbattere per realizzare il centro erano comunque luoghi dove per decenni si sono fatte attività», rivela don Margini. D’altra parte, «questa era la soluzione migliore, quella più indicata anche pensando alla direzione che va prendendo la nostra diocesi, con la creazione di unità pastorali comprendenti diverse parrocchie».

Adesso si parte, consapevoli che per terminare i lavori occorreranno tempo e risorse: «Speriamo che vedere l’opera finita spinga anche altre persone a darci una mano». Un luogo simile, in una posizione suggestiva come la vetta della Pieve, fa pensare ad altre possibilità di utilizzo: «Ma la nostra priorità è di non intaccare l’equilibrio, non vogliamo toccare l’attività dei locali già presenti nel nostro territorio».