Due villette sono inagibili per il rogo di Salvaterra

di Paolo Ruini

Casalgrande, decisione dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco in via Giubbolini Le fiamme uscite da una canna fumaria hanno lesionato il tetto dell’edificio

CASALGRANDE. Sono più gravi del previsto le conseguenze dell’incendio che nella prima serata di mercoledì è scoppiato sul tetto dela villetta della famiglia Francabandiera che si trova al numero civico 44 di via Giubbolini nella frazione di Salvaterra.

Il rogo ha gravemente lesionato la copertura in legno e anche parte della mansarda. Alimentato da un forte vento, l’incendio si è anche propagato in parte al tetto della villetta a fianco, dove abita Marco Stefani con la moglie Cristina Barigazzi. E solo l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco arrivate da Reggio Emilia con l’autobotte e l’autoscala (più un mezzo arrivato anche dalla caserma di Sassuolo) ha evitato che le fiamme causassero danni ancora più ingenti ed estesi. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato anche i carabinieri e il personale del 118. I danni complessivi sono ancora in fase di stima ma sicuramente si tratta di una cifra consistente. Spenti anche gli ultimi focolai, i vigili dle fuoco hanno provveduto ad effettuare un sopralluogo per verificare l’esatta consistenza delle conseguenze dell’incendio e, in base a quanto rilevato, hanno dichiarato al momento inagibili entrambe le villette.

Chi abita nelle due villette a schiera, in attesa di avviare i lavori di riparazione, è adesso costretto a cercare delle sistemazioni di fortuna presso amici o parenti. «Fino a questo momento – dice il sindaco Alberto Vaccari – nessuno ci ha contattato ma, se ce ne fosse bisogno, siamo comunque disponibili ad intervenire».

Tra le cause più probabili dell’incendio c’è il surriscaldamento della canna fumaria avvenuto dopo l’accensione del camino.