Quattro Castella è “mafia-free”

Assegnato il marchio che attesta l’impegno contro le infiltrazioni criminali

QUATTRO CASTELLA. «Oggi per Quattro Castella è una giornata importante». Così il sindaco Andrea Tagliavini ha concluso la cerimonia di consegna al Comune castellese del marchio “mafia-free”, assegnato alla rete dei Comuni italiani che si impegnano a mettere in atto una serie di norme che rendano più difficile la presenza delle infiltrazioni criminali negli apparati comunali e sul territorio. Quattro Castella è il 7° comune insignito di questo riconoscimento, dopo Bacoli (Napoli) e i Comuni reggiani di Castelnovo Monti, Rubiera, Cadelbosco Sopra, San Martino in Rio e Viano.

Pubblico delle grandi occasioni nella sala consiliare castellese, con il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali riuniti per l’occasione in seduta straordinaria a fare gli onori di casa. Presenti anche il prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto; i vertici delle forze dell’ordine con il vicequestore aggiunto Antonio Stavale, il tenente colonnello della Guardia di Finanza, Lello Pisani, il comandante dei carabinieri di Quattro Castella, Matteo Prencipe; l’onorevole Antonella Incerti, i consiglieri regionali Silvia Prodi e Gabriele Delmonte; sindaci e assessori dei Comuni reggiani già insigniti della certificazione “mafia-free” e dell’Unione colline matildiche; Laura Caputo ed Enrico Bini, referenti della rete.

Presente anche il mondo economico, con il presidente della Camera di commercio Stefano Landi e i vertici della Cna provinciale, Fabio Bezzi e Nunzio Dallari. In sala numerosi esponenti dell’associazionismo castellese e due terze della scuola media Balletti.

«Sono orgoglioso di questo momento istituzionale, simbolico ma non solo – ha esordito Tagliavini –. Questo riconoscimento ci responsabilizza ancor di più ad essere sentinelle di libertà e legalità. L’antimafia non va solo delegata, ma messa in pratica nel quotidiano con i nostri comportamenti. Vogliamo essere coerenti con gli impegni presi a parole e mettere in pratica dei fatti concreti e delle azioni decise per sostenere il prefetto nel rendere sempre più difficili le infiltrazioni mafiose». Con il marchio “mafia- free”, Quattro Castella s’impegna a rispettare il “decalogo”, le norme previste dalla rete, e a sottoporsi a periodici controlli sulla loro attuazione. Si va da una stretta osservanza del conflitto di interessi in materia di appalti o incarichi professionali all’agevolazione per locali che rifiutano di installare slot-machine, dalla promozione della raccolta differenziata alla rotazione periodica del personale dirigente del Comune, dal non assumere persone condannate per reati di tipo mafioso al non indire, quando possibile, bandi di gara al ribasso. Un patto di legalità sottoscritto all’unanimità da tutti i consiglieri comunali presenti.

«Con Tagliavini e Quattro Castella c’è un comune sentire – ha detto il prefetto Ruberto –. Qui c’è piena condivisione dei valori e dell’impegno che la Prefettura, con De Miro e con il sottoscritto, sta portando avanti sul fronte della legalità. Dal 2012 ad oggi abbiamo promulgato 78 interdittive antimafia. Ai giovani presenti oggi dico di non fare un’antimafia a parole, ma con piccoli gesti quotidiani». Laura Caputo: «Questa iniziativa è nata per non far sentire soli i sindaci onesti dinnanzi agli atti e alle minacce che la criminalità organizzata spesso riserva a chi è isolato. Fare una rete di sindaci, un fronte comune ci è sembrata una cosa buona, e vedere oggi qui tante fasce tricolori mi riempie di gioia». Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti, delegato per la Provincia al lavoro e alla legalità e capofila del progetto mafia-free: «Questo è il settimo comune mafia-free. Prossimamente saremo anche a Novellara ed entro la fine dell’anno sarà il momento di incontrarci, fare il punto e promuovere le prime azioni da compiere dandoci degli obiettivi concreti».