Commozione e gioia per la consacrazione di Filippo Longobardi

Cerimonia nella basilica di Sant’Andrea a Mantova per il figlio dei gestori della storica pizzeria Da Nino

LUZZARA. Concentrati e decisi. Così sono apparsi ieri nella basilica di Sant’Andrea, a Mantova, Samuele Bignotti e Filippo Longobardi, quest’ultimo figlio dei gestori della pizzeria “Da Nino” in via Filippini a Luzzara. Per Filippo e Samuele ieri è stata una giornata decisiva della loro vita, perché hanno preso gli ordini sacerdotali.

La solenne cerimonia, alla quale hanno partecipato famigliari e tanti amici dei due neo- sacerdoti, è stata presieduta dal vescovo Marco Busca, attorniato da un centinaio di parroci e dai vescovi emeriti Roberto Busti e Egidio Caporello. In chiesa anche tanti giovani, tanti nuovi amici dei due giovanissimi presbiteri che hanno avuto modo di conoscere i due durante il loro periodo di diaconato nelle parrocchie di Castel Goffredo e dell’unità pastorale delle Terre Matildiche. E al rito, con la loro camicia azzurra, anche numerosi scout.

«Filippo ha un dono per parlare ai più giovani. Scherzoso ma anche severo quando serve», dice Luisa che è di Pegognaga e, assieme alla sua comunità, spera che venga assegnato alla sua parrocchia. «É un giovane molto attivo – continua – e disponibile». Anche Noemi e Irene di Suzzara hanno voluto esserci, perché questo era un traguardo che Filippo voleva fortemente ed «era molto determinato a raggiungerlo». Anche gli scout di Gonzaga 1 ci tenevano ad esserci a questa cerimonia, e di Filippo Longobardi dicono che «è determinato, positivo ed intraprendente. Da piccolo era negli scout, ci ha confessato che quel mondo gli mancava».

«Gli occhi della chiesa – ha detto nella sua omelia monsignor Busca – sono su di voi, come quelli di una madre che accoglie i suoi figli con gioia. Da oggi in poi indosserete l’abito sacerdotale, la fede sarà ciò che vi sosterrà». Poi i due grandi gesti dell’ordinazione: l’imposizione e l’unzione delle mani con l’olio del crisma. «Il primo sta ad indicare che tutto ciò che è vostro – ha proseguito il vescovo – volontà e sentimenti, sarà del Signore; il secondo ad indicare che le vostre mani dovranno essere forti per incoraggiare e per lenire i dolori dei più feriti e tenere per consolare».

L’atteggiamento composto dei due giovani ha lasciato spazio all’emozione solo quando, dopo aver indossato gli abiti presbiterali e la casula, hanno ricevuto l’abbraccio e il bacio di pace dal vescovo e da tutti i membri del clero. A fine cerimonia i genitori dei neosacerdoti non sono riusciti a mascherare la loro commozione.

«Siamo felici per lui – hanno detto il papà e la mamma di Filippo – è stata una bella festa, eravamo tutti un po’ agitati, ma è normale».

Non riesce invece proprio a fermare le lacrime Aldo, papà di Samuele: «E’ da una settimana che piango dalla gioia, è una sensazione che non si può paragonare a nulla». Anche per Gianna, la mamma, «le lacrime sono comprensibili dopo tutto il cammino intrapreso». «Samuele è un ragazzo preciso e inquadrato – dicono Nerubal e Salvatore – lo abbiamo conosciuto nell’ambito del Grest. Si fa amare senza mettersi in mostra».