Stalking, avvocato rischia la condanna

Scandiano: il pm chiede due anni e sei mesi per l’uomo accusato di perseguitare la moglie. Lui in aula accusa lei

SCANDIANO. Il pubblico ministero Valentina Salvi ha chiesto una condanna a due anni e sei mesi, senza sospensione condizionale, per l’avvocato 49enne accusato di stalking, per aver perseguitato la moglie dopo la separazione. E ha fatto notare al giudice come altri due procedimenti - quello per maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona - presto arriveranno alla richiesta di rinvio a giudizio, sempre a carico dell’imputato.

Sta per arrivare all’epilogo finale il processo che contrappone una moglie e un marito. E che, come purtroppo spesso accade, ha visto sviscerare un rapporto che nel corso del tempo ha conosciuto momenti difficili, di tensione. Che una separazione difficile non ha risolto. E dove una fortissima gelosia - di cui più di un testimone ha raccontato in aula - da parte dell’uomo ha avuto un ruolo devastante.

Ma l’udienza andata in scena ieri mattina davanti al giudice Dario De Luca non ha risparmiato colpi di scena. Come l’improvvisa decisione dell’imputato di revocare il mandato all’avvocato difensore. Una scelta che ha indotto l’interruzione dell’udienza per consentire di trovare un legale d’ufficio, individuato poi nell’avvocato Luigi Scarcella.

Intanto, però, l’imputato ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee per ribadire la sua innocenza e per rivolgere invece accuse alla moglie, presente in aula e costituitasi parte civile con l’avvocato Marco Dallari. Quest’ultimo nella sua arringa ha ripercorso gli episodi che hanno portato il 49enne alla sbarra: quello del 22 febbraio del 2015, quando a casa della donna dovettero intervenire i carabinieri e lei riportò diverse contusioni per una prognosi di 22 giorni; come l’arresto del 17 giugno successivo, quando il marito su cui pesava un divieto di avvicinamento venne invece trovato nei pressi dell’abitazione della donna.

La parte civile ha chiesto un risarcimento di 30mila euro, per i danni morali e fisici, oltre al pagamento delle spese processuali.

La difesa ha chiesto l’assoluzione dell’uomo per non aver commesso il fatto o comunque la derubricazione del reato in lesioni e molestie.

L’udienza è stata quindi rinviata al 20 dicembre prossimo, quando ci sarà spazio per le repliche e quando, se non ci saranno altri colpi di scena, si arriverà a una sentenza. (el.pe)