Bambino di dieci anni muore per una malattia

Scandiano: Dennis ha frequentato le scuole elementari fino a quando la salute glielo ha consentito. Questa mattina alle 11 i funerali

SCANDIANO. Morto a soli dieci anni, stroncato da una malattia con cui ha dovuto convivere per l’intera giovane vita. Sono giorni di dolore profondo, questi, per la famiglia di Dennis Hoxha, morto lunedì all'ospedale Magati di Scandiano, dove era stato ricoverato per il peggiorare delle condizioni di salute.

Il piccolo è morto all’età di dieci anni e sette mesi a causa di un problema con cui ha dovuto convivere sin dalla nascita o quasi, che progressivamente ha minato la sua resistenza sino al malore fatale, che ha stroncato un corpo ormai debilitato in maniera definitiva.

Dennis viveva a Scandiano con i genitori, una coppia di origine albanese da anni residente nel Reggiano; qui hanno deciso di costruire la loro famiglia e qui è cresciuto Dennis, frequentando le scuole locali fino a quando le sue condizioni glielo hanno permesso.

La notizia della morte, pur arrivata nel periodo del ponte in cui tante persone erano assenti o impegnate, ha rapidamente fatto il giro dei parenti e dei conoscenti degli Hoxha, come testimoniato in queste ore dal grande alternarsi di visite alla camera ardente dell'ospedale scandianese da parte di conoscenti amici e parenti.

Il funerale si terrà questa mattina. Il corteo funebre partirà alle 11 dall'ospedale e, dopo una breve sosta davanti all'abitazione della famiglia, proseguirà verso il cimitero.

Conclusione mesta per un bambino che ha avuto la vita segnata da sfortune sanitarie sino al peggioramento definitivo della situazione medica. In questi anni la famiglia ha fatto numerosi sforzi per permettere a Dennis di vivere nella maniera più serena possibile, con amici e giochi, ma pian piano si è arrivati a questo triste ed inevitabile finale, che sta riempiendo di mestizia decine di famiglie del distretto ceramico, dove gli Hoxha vivono da tempo e dove sono ben conosciuti da tanti amici e colleghi. Un bel legame costruito col passare del tempo e confermato dal costante flusso di visita nelle ore di apertura della camera ardente dell'ospedale Magati per confortare i parenti e stare loro vicini in occasione di quesra dolorosissima perdita appena patita.

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