Nel palazzo un fortissimo sbalzo di tensione

Le persone residenti hanno notato un’anomala luminosità in tutto l’edificio poco prima del rogo

CASTELLARANO. Troppa energia per essere gestita da un “normale” impianto. Il problema che ha causato l'incendio dello storico negozio di ortofrutta di Castellarano – a lungo gestito da una famiglia di Marola e ora ceduto a una ex dipendente – è probabilmente figlio di un aumento imprevisto e improvviso di tensione che ha generato disagi e una spettacolare luminosità in tutto l'edificio dove si trova l'esercizio, una piccola palazzina in via Chiaviche nel centro del paese. La vicenda è stata ricostruita ieri mattina quando anche i residenti degli appartamenti al piano superiore hanno raccontato che in tarda serata molte delle loro lampadine si sono illuminate improvvisamente con un'intensità molto maggiore rispetto al solito. Proprio come se di botto si fossero trovare “inoculate” con una quantità di energia superiore alla fornitura consueta. Un sovraccarico bloccato staccando l'interruttore generale e che ha lasciato comunque conseguenze, con problemi agli elettrodomestici e diverse lampadine fulminate. Al piano inferiore questa “botta” ha probabilmente fatto saltare uno dei frigoriferi del negozio; il cortocircuito ha generato delle scintille che hanno trovato carburante fra plastica e legno, generando le fiamme che progressivamente hanno devastato il piano terra. Prima di stabilire la causa esatta dovranno essere fatti diversi altri rilievi che si uniranno a quelli già effettuati ieri mattina, dopo lo spegnimento dell'incendio. Si cercherà di capire se davvero l'origine di tutto sia questo sbalzo. E poi, nel caso, stabilire cosa abbia generato questa “botta” di energia elettrica in una quantità troppo superiore alla capacità su cui erano tarati gli impianti della palazzina. La stessa Enel è già stata coinvolta nelle indagini partite d'ufficio per l'incendio, e ora si attendono risposte in un senso o nell'altro. (adr.ar.)