Chiodi e porte sigillate al Mirabello, c'è una prima pista

Reggio Emilia: sabato notte è stato identificato in zona un frequentatore abituale dello stadio, nel frattempo la procura ha aperto un fascicolo per minacce gravi

REGGIO EMILIA. I chiodi sparsi nella notte tra sabato e domenica sul campo dello stadio Mirabello di Reggio Emilia per impedire la partita delle ragazze del Sassuolo calcio sono stati sequestrati.

Dopo l’azione notturna messa a segno tra sabato e domenica, la procura ha deciso di aprire un fascicolo puntando sull’ipotesi di reato di minacce gravi. Un atto deciso dopo i rilievi della questura e le indagini che sono state affidate alla Digos. L’ipotesi di reato non prevede al momento indagati e, fino a nuovi sviluppi, si procede quindi contro ignoti.

L’episodio di vandalismo che si è verificato al Mirabello non ha colto di sorpresa le forze dell’ordine. Gli inquirenti sapevano che sarebbe potuto accadere qualcosa e pertanto erano stati intensificati i passaggi delle pattuglie nella zona.

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Da quanto emerge, nella notte tra sabato e domenica, quando ancora l’irruzione nel campo da gioco non era stata scoperta, gli agenti hanno intimato l’alt a due persone che si aggiravano nei pressi dello stadio comunale. Una delle due persone sarebbe scappata, facendo perdere le sue tracce, mentre l’altra, un reggiano sulla quarantina, è stata fermata e identificata. All’atto dei controlli a carico del 40enne non è emerso nulla, mentre ovviamente sono ignote le ragioni che hanno portato lo sconosciuto a scappare.

La persona identificata però frequenta lo stadio “Città del Tricolore”, anche se per ora non è un elemento sufficiente a collegarlo con l’atto di vandalismo compiuto dentro il Mirabello. A scanso di equivoci va inoltre detto che non si tratta di un tifoso che si siede nel settore del Gruppo Vandelli, gli organizzatori della manifestazione che si è svolta pacificamente davanti allo stadio.

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Quando poi domenica mattina sono emersi i vandalismi negli impianti di via Matteotti l’episodio della notte è subito finito sotto la lente d’ingrandimento della Digos. Gli inquirenti hanno censito gli impianti di videosorveglianza nella zona del Mirabello, alla ricerca di elementi utili per le indagini, sulle quali viene mantenuto il più stretto riserbo.

Al momento non ci sono elementi che possano collegare la persona identificata fuori dallo stadio con i reati che sono stati commessi all’interno, a un orario ancora imprecisato. Ma le indagini vanno avanti con lo scopo di assicurare alla giustizia nel più breve tempo possibile gli autori di un gesto che non ha precedenti nella nostra città.

A confermarlo è lo stesso questore di Reggio Emilia, Isabella Fusiello, che ha fermamente condannato quanto successo sabato notte: «Sull’episodio sta ora indagando la Digos e va mantenuto il massimo riserbo al fine di garantire il tranquillo svolgersi delle indagini. Questo gesto va condannato fortemente, manifestare il proprio dissenso per l’uso dello stadio è legittimo ma va fatto nei modi opportuni, senza infrangere la legge».

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