Sesso rumoroso, condannata a 6 mesi la vicina di casa

Si è chiuso il processo nei confronti di un’impiegata reggiana 47enne

REGGIO EMILIA. La vicenda boccaccesca è divenuta una condanna in tribunale. Si è chiuso, infatti, ieri il processo nei confronti di un’impiegata reggiana 47enne, condannata dal giudice Alessandra Cardarelli a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per stalking e al pagamento di una provvisionale di 1.500 euro alla parte civile (cioè all’infermiera, vicina di casa, che l’accusa). La 47enne è stata, invece, assolta dal reato di calunnia. Delusi, a fine udienza, i difensori Giovanni Tarquini e Federica Martone: «La questura archiviò nei confronti dell'impiegata il procedimento d'ammonimento: un elemento significativo che doveva essere tenuto in considerazione nella sentenza. Invece... Probabilmente impugneremo questa decisione».

La contrapposizione parte nel 2009, quando l'infermiera arriverà a chiedere alla vicina di finirla con tutti quei rumori che le impediscono di dormire di notte. E sarebbero rumori a luci rosse: rapporti sessuali violenti, molto movimentati e ben udibili... Ma al sesso "sonoro" si sarebbero aggiunte porte sbattute, tapparelle abbassate con forza, pugni contro il muro, risate, radiosveglie che partono all'improvviso e più volte al giorno.(t.s.)