Reggio Emilia, quattro tifosi indagati per i chiodi al Mirabello

di Jacopo Della Portae Tiziano Soresina

La Digos ha perquisito le loro abitazioni, sono ultras o abituali sostenitori della Reggiana. Il difensore: «No comment»

REGGIO EMILIA. Si sta muovendo più di qualcosa nell’inchiesta sul raid al Mirabello.

Sono infatti quattro gli indagati e si tratterebbe di persone – fra i venti e i quarant’anni d’età – che seguono la Reggiana come ultras o come semplici sportivi. Le loro abitazioni sono state perquisite dalla Digos, per cercare tracce di quanto accaduto nella notte fra sabato e domenica nel vecchio impianto granata, cioè chiodi da cantiere (ne sono stati rovesciati venti chili in campo) e silicone (con cui sono state sigillate una decina di porte all’interno dell’impianto).

Sui quattro indagati – che sono tutelati dall’avvocatessa Annalisa Bassi – pende ora la nutrita serie di reati individuati dal pm Maria Rita Pantani che coordina le indagini della Digos guidata dal dirigente Lucio Di Cicco.

Il magistrato inquirente, dopo aver studiato l'informativa della Digos, ha infatti ampliato il perimetro delle ipotesi di reato. Si tratta di lancio di materiale pericoloso (venti chili di chiodi) e scavalcamento, a cui si aggiungono le tentate lesioni aggravate e il danneggiamento aggravato perché dieci porte dell'impianto sono state danneggiate. Gli inquirenti sapevano che sarebbe potuto accadere qualcosa e pertanto erano stati intensificati i passaggi delle pattuglie nella zona. Da quanto emerge nella notte tra sabato e domenica, quando ancora l'irruzione nel campo da gioco non era stata scoperta, gli agenti hanno intimato l'alt a due persone che si aggiravano nei pressi del Mirabello. Una delle due persone sarebbe scappata, facendo perdere le sue tracce, mentre l'altra, cioè un reggiano sulla quarantina tifoso della Reggiana - è stato fermato e identificato. Proprio quest’ultimo sarebbe uno dei quattro indagati. L’avvocatessa Bassi che assiste i quattro indagati – interpellata ieri dalla Gazzetta – non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Sul movente del raid al Mirabello rimane valida per gli inquirenti l’ipotesi investigativa: boicottare il debutto casalingo del Sassuolo femminile in occasione della sua prima partita al Mirabello, da sempre tempio dei tifosi della Reggiana.

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