Il Coin svuota tutto, reggiani tutti in fila

di Ambra Prati

Reggio Emilia, in via Emilia ribassi dal 20% al 50% fino alla chiusura. Molti rimpianti, qualche critica: «Sconti non chiari»

REGGIO EMILIA. Mai stato così affollato. Lo “svuota tutto” del Coin di via Emilia – pronto a lasciare spazio alla società dello stesso gruppo Ovs – attira i reggiani, clienti abituali o semplici curiosi allettati dagli sconti.

La scritta “Occasioni da non perdere”, che campeggia all'esterno, nella giornata domenicale ha fatto il tutto esaurito, con lunghe code alle casse. Da un cartello all’ingresso si apprende che gli sconti riguardano bigiotteria, accessori uomo e intimo donna (50%) e l’abbigliamento uomo, donna e bambino (40%), non precisando l’entità per le altre tipologie di merce.

All’interno si scopre che la scontistica del comparto profumeria è pari al 20%, mentre i ribassi per l’oggettistica per la casa riguardano solo alcuni articoli, quelli con il cartello apposito: ma l’individuazione degli oggetti ai quali si riferiscono i cartelli è tutt'altro che immediata.

Lo sottolinea Elisa Cau, 41 anni, arrivata con marito e pargolo: «Siamo venuti a dare un’occhiata per i ribassi, non siamo clienti abituali. Ma non abbiamo comprato nulla perché non si capisce bene quale sconto abbia la merce e trovare un commesso che ti fornisca lumi è un’impresa. Dovresti andare alla cassa, fare la fila e poi lasciare l’articolo se non ti va bene il prezzo: perciò abbiamo rinunciato».

Shopping sfumato anche per Catia Accardo, 40 anni, che al Coin invece è di casa. «Cercavo cose per la casa, ma purtroppo il settore che mi interessava non è scontato. Vengo spesso qui a fare acquisti e mi dispiace che Coin chiuda: certo i prezzi sono un po’ alti, ma la qualità costa».

E' passato per caso e ha pensato bene di approfittare delle occasioni Gianluca Lugli, 48 anni: «Ho comprato un maglione, in realtà non ne avevo bisogno ma il 40% in meno mi ha ingolosito. E' la prima volta che entro qui. Dispiace la chiusura, ma capisco che non sia facile tenere aperta una struttura di queste dimensioni sulla piazza reggiana».

Pongono l’accento sul centro storico anche due coniugi con una vistosa borsa. «Per me è un rammarico che il centro storico sia ormai terra bruciata per il commercio», dice il marito. La moglie Silva Messori, 56 anni, riferisce di aver fatto shopping per tutta la famiglia: «Abbiamo preso intimo, pigiami, maglioni e camicie. Sono una cliente discontinua: vengo ogni tanto, non spesso, perché i capi di firma per me sono fuori budget. Mai visto tanta gente, se non per i saldi; oggi ci sono anche molti stranieri».

«Ho comprato un profumo con lo sconto del 20% - afferma Giuseppe Monno, 53 anni -. Se andrò all’Ovs che apriranno qui? Non so, dipende soprattutto da cosa offriranno».

E’ una turista, a Reggio in vacanza, Angela Del Vecchio, 38enne leccese: «Io e mia sorella stavamo facendo un giro e siamo state attirate dai manifesti, anche perché a Reggio di domenica c’è ben poco di aperto. Ma come mai chiude questo posto? Peccato, è molto bello e grande, il Coin di Lecce è minuscolo in confronto a questo».

Una docente universitaria di ingegneria, Maria Rosa Ronzoni, reggiana con cattedra a Bergamo, fa una considerazione sulla ristrutturazione. «Vent’anni fa con i miei studenti di Bologna avevamo ipotizzato un recupero dell’ex mercato coperto quasi uguale a quello poi realizzato: lo avevamo pensato proprio così. Come galleria commerciale è bellissima, spero solo che si riesca finalmente a valorizzarla come merita».