scandiano

Ipotesi migranti a Chiozza lunedì incontro in parrocchia

SCANDIANO. La questione migranti ruba la scena non solo a Rubiera. In questi giorni l’argomento è decisamente caldo anche nello Scandianese, a Chiozza. La settimana scorsa i parroci dell’unità...

SCANDIANO. La questione migranti ruba la scena non solo a Rubiera. In questi giorni l’argomento è decisamente caldo anche nello Scandianese, a Chiozza. La settimana scorsa i parroci dell’unità pastorale hanno annunciato, tramite il periodico distribuito nelle chiese, il possibile arrivo di due o tre richiedenti asilo nella canonica di Chiozza. Per ora siamo al «possibile», perché i sacerdoti – prima di dare una qualsiasi risposta in un senso o nell’altro – hanno deciso di consultarsi con i parrocchiani, anche per chiedere disponibilità nell’accoglienza.

Lunedì alle 20.45 a Chiozza si terrà l’assemblea pastorale, con invito esteso a tutti i parrocchiani. Parteciperanno anche i rappresentanti del consiglio pastorale, del consiglio degli affari economici e sono stati convocati anche i componenti del recente gruppo di carità. Nel corso dell’assemblea, saranno i coordinatori del progetto accoglienza della Caritas diocesana a illustrare le eventualità modalità di accoglienza di un gruppetto di migranti, due o tre persone. La canonica di Chiozza è una struttura in buone condizioni, nei giorni passati sono state fatte le verifiche stagionali all’impianto di riscaldamento e, da un punto di vista logistico, non dovrebbero esserci particolari problemi nell’ospitare un numero limitato di nuovi abitanti. La notizia ha generato subito anche reazioni dal mondo della politica. La consigliera scandianese di centrodestra Elena Diacci ha espresso preoccupazioni su un possibile allargamento del percorso di accoglienza: «Sebbene il numero iniziale sia limitato – spiega Diacci – non vorrei che però si iniziasse con qualche unità per poi aumentarli senza richiedere nuovamente il parere dei cittadini, così come non vorrei che si utilizzasse strumentalmente il termine "profugo" per accogliere e mantenere gente che con le guerre non ha nulla a che fare e che spera solo di essere mantenuta a spese degli italiani e, nello specifico, degli scandianesi». (adr.ar.)